Le Ricette di GuerrinoChe Guerrino Maculan (v. Abastor #32) sia un mito vivente, non credo ci possano ormai essere dubbi. Egli, supremo sacerdote della cucina veneta, già ci fa dono del suo insegnamento diffondendo il verbo dalle emittenti locali, oramai, di tutt’Italia, attraverso la sua trasmissione “Guerrino Consiglia”, alcune delle cui puntate sono raccolte in videocassette divulgative acquistabili presso l’emittente televisiva che ha dato vita a questa fonte di sapere.
Ora, finalmente, abbiamo tra le nostre mani anche uno dei suoi “libri sapienziali” che racchiude il suo sommo insegnamento. Il testo (mancante, però, dell’originale copto a fronte) riporta fedelmente alcune delle ricette più amate dal Maestro, tradotte in lingua volgare da un suo esegeta, Armando Minuz, il quale ha decifrato l’insegnamento ermetico di Magister Guerrino, per noi indegni preclari. Non mancano, tuttavia, a chiusura di molte delle ricette qui presenti, note personali del Maestro, a indirizzarci sulla retta via e a trasmettersi il suo puro insegnamento spirituale, denominate “Il suggerimento di Guerrino”, nei quali lo Chef Maculan, ci rende edotti dei più occulti segreti culinari da egli stesso conosciuti e sperimentati.
E, del valore spirituale dell’insegnamento del Maestro, ben si rende conto l’esegeta Minuz, che, nella prefazione, fa notare: “Verrebbe quasi da dire, con un tocco di (innocente) irriverenza, che soltanto sulle grandi religioni s’è scritta un’analoga mole di pagine, Ma, a ben vedere, il cibo è una grande “religione”. Soltanto intendendo il cibo come “religione” potremo spiegarci la sterminata biografia ed insieme i milioni di adepti che, in tutto il mondo, non si limitano ad un ruolo di fruizione, prendendo invece posizione sui temi più svariati della buona o della cattiva cucina: ovunque e sempre nascono sette, scismi e riconciliazioni, eresie ed ortodossie legate al mondo del cibo.” Evidentemente l’evangelista Minuz è anch’egli stato toccato dalla luce celeste irradiata da Guerrino. Illuminazione che chiunque si voti al suo culto potrà raggiungere preparando e degustando ricette del calibro di quelle qui riportate, come la mortadella farcita fritta, i tramezzini fritti con pasta d’olive e formaggio, le foglie di salvia gigante appaiate farcite e impanate, o i maccheroni gratinati alle melanzane, summa dell’alto insegnamento culinario di Guerrino Maculan. L’opera miniata è completata dalle illustrazioni del devoto Ruberto Lunatici.

Guerrino Maculan Le ricette di Guerrino – Colori e sapori in cucina
(Luigi Battei - Parma 2004)
Maggio 1994 - Maggio 2004, Abastor compie dieci anni. Dieci anni ininterrotti di attività fanzinara, di iniziative collegate al mondo delle pubblicazioni amatoriali, dieci anni di trasformazioni, di evoluzioni, di cambiamenti, di persone che si sono avvicendate a scrivere e produrre per Abastor. Dieci anni durante i quali Abastor è passato da foglio unico A3, contenitore-espositore di mail-art, a oddzine démodé per un pubblico raffinato e sensibile in formato A5.
Dieci anni di storia, che ha visto l'impegno costante dell'Abastor-Team (equipe variabile, di cui han fatto parte numerosi nomi dell'underground italiano) nella ricerca e nella riscoperta di chicche weird da ogni quando e da ogni dove. Dieci anni, durante i quali Abastor ha spesso sconfinato oltre i margini delle pagine della sua fanzine, andando a riempire pagine di booklet autoprodotti, di altre riviste (alcuni nomi: Amarcord, Il Giaguaro, Mondo Bizzarro Mag, Diablo, ecc.), di siti web (Mondoculto, DADAm@g, e numerosi altri anche chiusi da un bel po'), libri ("Trash Music" e "Attacco Alieno!" soprattutto ).
Per festeggiare questi primi dieci anni di Abastor stiamo organizzando varie iniziative, sicuramente sarà prodotto un cofanetto commemorativo, contenente il primo, rarissimo Abastor #0, cartoline, e altri gadgets, poi, forse, una festa privata per pochi intimi (gli amici di Abastor interessati mi contattino, e sapranno quando, dove e come), e poi chissà, forse anche qualcos'altro.
Nel frattempo ho già messo a disposizione una versione a buona risoluzione di Abastor #0 in formato .pdf (per poterlo leggere dovete aver installato Acrobat Reader): abastor0.pdf (1579Kb). Se invece non volete scaricarvi i file .pdf, eccovi una versione in formato immagine .jpg a bassa risoluzione (i testi non sono leggibili) contenuti in un archivio compresso: abastor0.zip (803Kb).
Dunque, auguri Abastor, per questi tuoi primi dieci anni di oddities démodé per un pubblico raffinato e sensibile!
Una riflessione sull'informazione, sui media... ho sempre più la sensazione tattile dell'ipocrisia che la permea (e che caratterizza più di ogni altro la politica): da un lato un continuo appoggiare la guerra, tutt'al più affermare sconsolati e con rassegnazione "eh... la guerra è una brutta cosa, ma bisogna farla perché gli arabi sono brutti, sporchi, cattivi e antidemocratici" (idee sostanzialmente tutte figlie della difficoltà di ogni uomo e di ogni cultura di accettare ciò che è diverso - un bel discorsetto su questo argomento ci sarebbe da fare, perché il politically correct è figlio proprio di questa mentalità: non accettare la diversità di una persona e pertanto cambiare il nome alla sua diversità per fare in modo che non appaia poi così diverso... cambia, cioè, la forma ma non la sostanza: uno storpio resta storpio tanto che lo chiamiamo "invalido" quanto "diversamente valido"), per poi essere subito pronti a scandalizzarsi appena saltano fuori le cose che sono saltate fuori in questi giorni, soldati occidentali che torturano civili irakeni: "ohhh, ma come i "nostri" soldati che torturano?! ma non sono i buoni, giusti, perfetti cavalieri, crociati portatori del bene, della giustizia, della democrazia, ecc. ecc.?", o, quando capita che gli iracheni, paese invaso, facciano fuori qualche militare occidentale, subito tutti pronti a dare degli assassini e dei terroristi agli iracheni che resistono... Beh, dico io, ma... dannazione, questa è la guerra! Non esiste una guerra "pulita", la guerra è sporca, in quanto guerra, ed è per questo motivo che va evitata! Non esistono militari "buoni" e militari "cattivi": i militari vanno in guerra per ammazzare e farsi ammazzare! Ed è per questo che la guerra è sempre sbagliata! La mentalità militare è quella che nasce nelle caserme, nel cameratismo, nel montarsi e considerarsi in diritto di fare tutto, perché soldati, forti, imbattibili, portatori del "bene", del "giusto" (conoscete qualche esercito convinto di fare del male...?). Meravigliarsi che durante una guerra avvengano delle ingiustizie è ipocrita, perché la guerra è di per sé ingiusta! E soprattutto è ipocrita riconoscere il male, la corruzione, l'ingiustizia, la barbarie dei militari, soltanto nel momento in cui appaiono delle immagini shockanti su un giornale: perché, forse ci illudiamo che quando non sono fotografati, i militari si comportino diversamente?
Cerchio Satanico 00"Cerchio Satanico" non è, come si potrebbe erraneamente dedurre dal nome, una setta satanica, una di quelle sette che le solite sconsiderate voci allarmiste (il "diavolo", a quanto pare, è ancora un buono spauracchio, da sempre utilizzato per tenere sotto il giogo della paura moltitudini di fedeli... perciò oggi fa un po' ridere sentir urlare "al lupo al lupo" ad ogni piè sospinto...) danno per diffuse a macchia d'olio e alle quali sono pronte ad attribuire ogni delitto irrisolto. "Cerchio Satanico 00" (doppio zero, come la farina) è, bensì, un progetto editoriale autoprodotto di quella sagoma del Devi(l)s del Sottomondo di Treviso, che ha voluto proporre un concept letterario basato sul satanismo.
A questo progetto prende parte una discreta fetta di collaboratori Abastoriani: primo fra tutti il prodigioso Enrico Sist, il cui contributo fa luce sull'indimenticato "Geppo, il Buon Diavolo", fumetto ideato da Luciano Bottaro e ritraente le grottesche gesta di un diavolaccio estromesso dall'inferno perché incapace di essere cattivo. Troviamo poi a spremere le proprie meningi Maxrot, che ci parla del Tempio dei Druidi, conosciuto anche come Tempio di Satana, sul Carso, Eva, con un bell'articolino sui messaggi occulti presenti nei dischi. Silvano Lorenzoni, ci narra della rappresentazione del "diavolo" nell'arte popolare lituana, e, in un'altro articolo, disquisisce sul lavoro di Descher Karlheinz realtivo alla sua compilazione di una "Storia Criminale del Cristianesimo" che raccoglie le malefatte compiute dal cristianesimo fin dai suoi primi esordi come istituzione legata al tardo Impero Romano e alla quale sta lavorando dal 1970 (ne esiste una edizione italiana?! la devo avere!); l'articolo è ben curato ma non mi trovo a condividere né le critiche mosse dal Lorenzini nei confronti delle posizioni "monoteiste" e legate al cristianesimo delle origini di Karlheinz - laddove il cristianesimo istituzionalizzato "monoteista" non lo è stato mai, essendo come minimo "bi-teista" o politeista, se si prendono in considerazioni i culti per i vari idoletti dei mille e mille santi - né quelle che intuisco essere le posizioni religiose e ideologiche dell'autore dell'articolo stesso. Lo stesso Devis, che ci parla del film "I riti satanici di Dracula" della Hammer e della Croce del Summano, antico monte sacro del vicentino, inoltre un certo F.C.N. tratta con fare tipicamente abastoriano di un genere fittizio definito "Disco Satanica", ovvero quei successi disco anni settanta nei quali il diavolo c'ha messo le corna. Completano poi il libercolo in formato A5 orizzontale, scritti di Giacomo Leopardi, Charles Baudelaire (le classiche "Litanie di Satana" cantate anche dalla "Serpenta" Diamanda Galàs) e Giosuè Carducci.
Bravo Devis!
Per averlo contattate Devis G. presso il Sottomondo di Treviso, oppure direttamente all'e-mail: info@sottomondo.com.