Consono alle temperature tropicali di questi giorni, il disco che sono andato a scegliere, per rinfrescare il pubblico raffinato e sensibile di Abastor, non può che essere stato scritto da Cristiano Malgioglio, anche se interpretato da una anonima (Chi è, quella? Che cosa vuole, quella? Che cosa spera di diventare, quella?) Marie Laure.
Se abbiamo già avuto modo di tastare con mano a che livelli riesce ad arrivare Malgioglio quando si tratta di dar voce ai suoi calori ("nella bocca ho te", è forse l'allusione più sottile che riesce ad uscire dalla sua penna...), qui ha voluto veramente esagerare... "Calore" è infatti la visione magliogliesca della orgasmo song (ci troviamo nel 1976, in piena esplosione di quel filone inaugurato da Serge Gainsbourg e Jane Birkin quasi un decennio prima), quel genere che Abastor tanto ama e tanto ricerca...
"Calore quando ti sento nudo, calore è la tua mente, la tua vita, l'amore", una musichetta languida accompagna la voce sussurrata ed eccitata di questa francesina che s'è voluta affidare nelle mani della Malgiogliessa nazionale, e non sa a che cosa sarebbe dovuta spingersi a fare. "Ma quando ti sento tremare allora è... è più che calore!", incalza la musica, si accende la batteria, attacca il sax stracciamarroni e partono i mugolii di piacere: "Aaahhhh... noooo... sìììì.... mmmm.... ahhhh..."... e la canzone lentamente si avvia alla fine sfumando dolcemente...

Marie Laure Calore
(Durium 1976) 7"
Un blog che davvero merita costante attenzione, è quello del Señor Tonto, che torno a segnalarvi, perché costantemente tenuto aggiornato con chicche che solo un abastoriano raffinato e sensibile può apprezzare con la doverosa attenzione.
Il Señor Tonto esibisce nel suo blog i libri e gli oggetti più spettacolari che entrano ed escono dalla sua cameretta letteralmente invasa dai giocattoli e dai volumi più colorati e fumettistici possano esistere in questo tonto mondo!
Dunque, tonto chi non legge il Señor Tonto!

Tonto chi legge!
Uno dei più incredibilmente bei brani discomusic degli anni settanta, folle, assurda serie di giochi di parole col mondo degli insetti è l'intramontabile, sublime "Lady Bug" eseguita dai Bumblebee Unlimited: probabile estemporanea formazione, come da sempre avviene nell'ambiente dance - persino i Boney M. nacquero così: a cantare "Baby do you wanna bump" era Frank Farian, visto il successo del brano mise assieme in quattro e quattr'otto un gruppo di ragazze giamaicane ed un frontman che potessero impersonare credibilmente la figura della band dalle folte capigliature afro e dal vocione baritonale del cantante - radunata per incidere la hit disco e poi scioltasi immediatamente dopo.
Lady Bug 12 Il singolo (che mi fregio di possedere sia in versione 7" che in quella, destinata ai dj, molto più lunga e sensuale, 12") non aveva una copertina vera e propria, ma la classica busta con il "buco" al centro e il logo della casa discografica, nonostante questa mancanza di un'icona di riferimento, il sinfolo è per me il più rappresentativo dell'epopea disco.
In rete non si trova cotanto testo che ci meraviglia e ci incanta ad ogni ascolto. Così sono andato a reperirlo in un vecchio numero di Corriere Boy Music degli anni '70. Fonte inesauribile di chicche d'ogni sorta, siano esse immagini, testi o notizie altrimenti irreperibili sulla pop music a cavallo tra gli anni '70 e '80.
Godetene tutti.

Lady Bug
di Carmichael-P. Adams-C. Truss,

Let's go down to the Behive Disco
and see what's happening'
Buzz Buzz Buzz

Just let me be you Lady Bug
24 hours a day I'll give you love
Just let me be your Lady Bug
24 hours a day:
love you and kiss you
and kiss you and hug you
love you and kiss you
and kiss you and hug you

Buzz Buzz Buzz
(lei) My name is LadyBug
(lui) And my name K.P.
(lei) I'm a perfect 36, 37, 37
(lui) Oh my goodness!
(lei) Won't you love me?
(lui) I love you baby, I love you!
You evene got me by the bee…
Buzz Buzz Buzz
Baby, baby, baby
Buzz Buzz Buzz

Just let me be you Lady Bug
24 hours a day I'll give you love
Just let me be your Lady Bug
24 hours a day:
love you and kiss you
and kiss you and hug you
love you and kiss you
and kiss you and hug you

(lui) Yeah, baby…
(lei)You fly fast?
(lui) Yeah
(lei) Is that a Rolls Royce?
(lui) No, it's a Mercedes Bee
(lei) Oh!
(lui) Do you want a drink baby?
(lei) May I have a drink of nectar?
(lui) Yeah, is that all?
(lei) Of nectar and tonic?
(lui) Yeah, that's more like it a double.

Just let me be you Lady Bug…

(lei) I love you…
(lui) I love you too
(lei) Oh, now? I have a headache
Buzz Buzz Buzz
Just let me, just let me…
Just let me, just let me…
(lui) I love to sting you
(lei) Oh, no, do that for more
Sting sting sting
(lei) Let's smoke the flowers
(lui) Perfect sting
(lei) Do you feel your wings churnin
(lui) I don't need a smoke
I like vitamine C
Buzz Buzz Buzz

Just let me be, just let me be…
Just let me be your Lady Bug
I'll be your Lady Bug… Buzz…
You are mine, Buzz Buzz…

Just let me be you Lady Bug…

(lei) Oh, that was good
(lui) I think so
(lei) Buzz… Buzz… do you want so me more? Here?
(lui) Lick you honey
Lick some honey from another tree
Without toiling is the best

Just let me, just let me
Just let me, just let me…

StudioDavoli - Megalopolis A fare della buona musica lounge oggigiorno sono in pochi. I più abusano del termine per fare della noiosa chill out, per rimixare in chiave danzereccia vecchi standard easy listening, per cavalcare una moda già al tramonto onde spremere quattrini dai soliti modaioli incolti e boccaloni. Gli StudioDavoli non sono certamente tra questi. “Gianluca De Rubertis (farfisa/synth rigorosamente vintage) e Matilde De Rubertis (chitarra acida e voce) sono fratello e sorella per davvero non come gli White Stripes” ci dice la rassegna stampa speditaci unitamente al CD. E fanno anche della buona musica, aggiungo io, cosa oggigiorno molto rara. Il loro stile, se mi è consentito fare un paragone, si avvicina molto a quello dei francesi Air, le cui dolci melodie trasognanti, la cui musica quieta e rilassante, hanno raggiunto le delicate orecchie di Sofia Coppola, che li ha voluti per le sue colonne sonore. Ci aspetteremmo che qualcuno facesse la stessa cosa con gli StudioDavoli, perché se lo meriterebbero davvero, ma in Italia temo non ci siano (più) film in grado di ospitare la sofisticata melodia di artisti come questi. Tessere le loro lodi mi riesce fin troppo facile data la squisita fattura dei brani da loro registrati – e scusate se non ne segnalo dei titoli in particolare, ma li trovo tutti splendidi – data la loro maestria nell’utilizzo di Farfisa, synth, chitarre, vecchie batterie e la suadente voce della bella Matilde. Siamo, tuttavia, nel campo della nostalgia, ma non di quella nostalgia che guarda al passato per copiarlo, bensì quella nostalgia che guarda al passato per recuperarne stili e strumenti, ingiustamente dimenticati dal trascorrere del tempo e dal succedersi di innovazioni e di generi musicali, per guardare però avanti, per creare qualcosa di nuovo ma con un gusto antico. Con un buon gusto che la musica commerciale sembra voler a tutti i costi ignorare. Fate vostro questo prezioso condensato di buonissima musica delicatamente in equilibro tra elettronica e psichedelia elettrica, e tenete d’occhio questa formazione italiana, perché promette un radioso futuro.

StudioDavoli Megalopolis
(RecordKicks 2004) CD

www.studiodavoli.net
www.recordkicks.com


Una fanzine, negli anni '80 (non ricordo quale, non chiedetemelo) si ripropose il compito di censire tutte le fanzine italiane esistenti allora. L'indagine riportava il titolo "Meglio fanzine che fa'n cazz...". Memore di questa esperienza, ho voluto stilare una lista delle fanzine in possesso dell'Archivio Abastor, che sono anche le mie fanzine preferite.

Acrilico (#1)
Baby Burger/Fastdog (#0)
Boogie Woogie Weeny Beeny Wowee Zowee Caboosie (booklet di Alberto Zanchetta)
Branzin (#1, 2, 6)
Cerchio Satanico (#00)
Dick Hurts Continental Book & Magazine Bonanza (#2)
Doppelganger (#1)
Dura Crux (#1)
Formaldeide (#2, 3, 4)
Frauds & Frenzies (#1, 2)
Gattinassassina (#1)
Geghegè (#1, 1 - significa che è uscita con due numeri "1", successivi l'uno all'altro)
Healter Skelter (#4, 5, 6, 7)
Il Retronauta (#0)
I viaggi dello Psiconauta (#0)
Jamboree (#20)
Ka-Boom (#0, 2, 3)
La Vera Storia di Cappuccetto Rosso (fumetto)
Macondo (#6)
Mondo Bizzarro Mag 1999
Mondocapellone (#11)
Mongoloid (#3)
Murder Can Be Fun (# 9/10)
Neo Gothic (#6)
Occidental Congress (#4)
Oscure Malie (booklet dalla redazione di Ver Sacrum)
Plan 9 (#0, 1, 2, 3, 4, 5)
Profonde Tenebre (booklet dalla redazione di Ver Sacrum)
Raunend (#1)
Scene from the planet Dast (#1)
Skizz (#3)
Squalluridum (#0, 1)
Stocastika (#1)
TheCaprissGirls'69 (#1)
The Rocky Horror Picture Show - Orignal Fanzine (# 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12)
The Smiths (allegato a The Rocky Horror Picture Show - Orignal Fanzine)
Trash Box 'Zine (#0)
Trashware (#2, 3, 4, 5, 6, 7, 9, 10)
Uh! (#2)
Underground (#5, 7)
Urlo (#19)
Ver Sacrum (#1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11)
Zattera (#0)

E ne avrei avute molte di più, se alcune non le avessi rivendute poiché non mi interessava conservarle... e senza contare tutte le produzioni Abastor, Abastor Re:Press, Apathya, Il Cirporizio e La Mappazza.

Nel manifestare il mio amore/odio verso le fanzine (questo elenco dimostra che ci sono/ci sono state molte buone fanzine in Italia, a conti fatti), voglio segnalarvi Fanzine Italiane, che raccoglie e archivia tutte le fanzine esistenti sul suolo italico, da diversi anni, portando il proprio archivio in giro per l'Italia attraverso una mostra itinerante. Punto di aggregazione per ogni genere di fanzine, utile per conoscerci e aggiornarci sul mondo dell'editoria autoprodotta.
Romi OstiIl buon Psychoretro (grazie, caro) mi ha gentilmente procurato questo depliant elettorale di Romi Osti, magnate veneto proprietario del gruppo Ostitel (futuro quarto polo televisivo?), che comprende le emittenti LA8, LA9, LA10.
Roberto Osti detto "Romi", si era candidato per la lista Liberal Sgarbi (+PRI, +PLI, +...), ovvero il "Partito della Bellezza e della Ragione"... e Romi Osti ben incarna gli alti ideali di questo movimento politico che alle Europee 2004 ha ottenuto un risicato 0,5% accaparrandosi, così, una sola poltroncina nel parlamento europeo...
Romi Osti ci ha tormentato per settimane con i suoi spot elettorali e le sue interviste, occupando quasi per intero il palinsesto delle sue emittenti televisive (il garante per la par condicio è intervenuto nei confronti di Emilio Fede, ma pare non aver visto né sentito la martellante pubblicità sulla Ostitel... o forse il garante non capta l'emittente "nordestina"?), è ora giusto vendicarci e metterlo alla gogna.
Dunque, se siete dei temerari cliccate sull'immagine e potrete ammirare Romi Osti in tutto il suo sfolgorante fascino!
Ricky B.
Avevate mai visto il volto soddisfatto di un lettore di Abastor?
No? Ebbene, eccovelo!
Trovato nel blog di Afe Records.
Spesso e volentieri mi vien chiesto che significhi il termine "Abastor" (sostantivo maschile, pronuncia "Abàstor"), ho finalmente trovato una pagina (Colubridae) che riporta l'immagine qui riprodotta di un Abastor (cliccate sull'immagine per vederne l'ingrandimento).
Si tratta di "Genere di serpenti Colubridi Colubrini con una specie sotterranea, nero-azzurra, striata longitudinalmente di rosso e di giallo, volg. nota come arcobaleno o serpente arcobaleno, proprio delle zone paludose degli Stati Uniti sud-orient. (Abastor erythrogrammus)."
Scelsi il nome sfogliando a caso lo stesso dizionario Devoto-Oli del 1978 da cui ho tratto questa definizione, che nella prima pagina della lettera "A" ne riporta il termine. Mi piacque immediatamente sia per il suono che per il significato: il serpente-rettile è il mio animale-totem è perciò comprensibile la ragione per la quale me ne innamorai al primo istante.
Ma il Devoto-Oli sbaglia clamorosamente nel considerarlo un "nome di fantasia" e nell'atribuirne l'origine al naturalista inglese E.W. Gray. Infatti Abastor è una delle quattro cavalcature del dio dell'oltretomba Plutone, che sono infatti Aethon, Orphné, Nycté e Abastor, e, a quanto pare i quattro nomi hanno tutti a che fare con la notte e con l'oscurità. Come se non bastasse le figure mitologiche sono pure simbologie filosofiiche ermetiche e, dunque, pare che Abastor sia un nome destinato all'oscurità e alla dissoluzione - quindi, esotericamente parlando, morte, ergo rinnovamento, dato che la morte nell'esoterismo è sempre trasformazione e rinnovamento. Senza andare poi a scomodare il simbolismo cosmico di mutamento dell'Ouroboros (rigenerazione ma anche ritorno, Karma), il serpente che si morde la coda, o quello energetico della Kundalini...
Infatti la natura stessa di Abastor è sempre stata l'evoluzione e il cambiamento: Abastor non è mai stato la stesso e ha sempre sentito la necessità di trasformarsi e di migliorare! Ma Abastor è anche destinato a rimanere sotterraneo e vivere nell'ombra.

Qui ne viene trattato con tanto di citazione di un testo francese in cui vengono descritte le quattro cavalcature del dio Plutone. Lo stesso testo qui è stato tradotto in inglese.
Dopo tutte queste emozioni e tanti anni di gloriosa carriera come pornostar, Ilona Staller, in arte Cicciolina, è tornata ad allietare i suoi fans con una nuova tournée.
Cicciolina ha i suoi anni e continua a piacere ai suoi fan, tuttavia non ha più il ruolo di centro di gravità permanente degli ormoni dei maschi italiani, passando la staffetta a eroine del pelo della caratura di Eva Henger. Così, Cicciolina, probabilmente anche in cerca di danaro sonante (mi dicono vende il suo libro a € 100.00 e il suo CD a € 50.00... li morte'!), tenta la strada dell'icona camp, dell'eroina canora per pubblico gay... e così eccola, esibire il suo nuovo breast implant (noo!!! Cicciolina, anche tu?! perché l'hai fatto?!) e lanciarsi in una serie di date che hanno toccato anche locali come il noto gay lesbian center "Il Cassero" di Bologna in data 28/05/2004.
Credibile e vero, infatti, brani come "Muscolo Rosso" ("Voglio il cazzo-o/vestita di pelle il cazzo-o/più duro del muro il cazzo-o/nel buco del culo il cazzo-o/il cazzo che mi sfonderà-à...") o come "Labbra" e "Su sempre più su", sono divenuti nel tempo degli autentici anthem gay.
Sul prossimo Abastor #32 Grimieri ha preparato per noi un bel reportage, che ce ne parlerà più dettagliatamente, ma non potevo esimermi dal farvi vedere il bel volantino (cliccate sull'immagine per vederne l'ingrandimento) che il buon Alex Papa, mi ha regalato ieri come oggetto sacro da riporre in teca e venerare devotamente ascoltando le languide note delle song stalleriane.
Tu che sembri un manichino...
Kaneshii Come precedentemente annunciato, la Punch Production ha dato alle stampe, in tiratura limitata a 300 esemplari, l'LP in vinile (color grigio) di Erik Ursich, "Kanashii - Il piacere della tristezza", un concept completamente dedicato alla tristezza.
Il costo è di € 17.00, che, visti i prezzi che girano per i supporti digitali (che qualitativamente e feticisticamente parlando, valgono molto meno), per un LP 12" in vinile, è più che buono. Per acquistarlo visitate il sito Punch Records.