Finalmente ho trovato un reperto a cui davo la caccia da tempo: "Un baffo diabolico", cantata da Giovanna nel 1979, sigla del programma televisivo "Che anno, quell'anno!" (del quale per altro non ho ricordi, né sono riuscito a reperire alcuna notizia) e retro del singolo "Angelo", ma, soprattutto scritta da Paolo Limiti in un momento di euforia erotica.Chissà quali fantasie sessuali da Blue Bar, passavano per la mente dell'autore/presentatore rosso mogano, quando compose i versi di questa canzone, ma è facile intuirlo: la visione estatica di un fustaccio, probabilmente un motociclista in blue jeans, giubbetto in pelle, occhiali rayban e capello alla Mal, che avrà incrociato nel suo bar preferito e che ha dato vita a irruenti wet dreams...
Paolo Limiti, uno degli autori musicali e televisivi più brillanti rimasti nella devastata Rai del nuovo millennio e che rende attraente anche un programmaccio come "Domenica In", ha qui condensato liriche che, probabilmente per pudore, sono state messe in bocca alla sua musa Giovanna, ma che sprizzano omoerotismo da tutti i pori: forse non sarebbe stata fuori luogo cantata da un Cristiano Malgioglio o da un Ivan Cattaneo, tuttavia, anche così, restituisce intatta la sua patina di anthem gay.
Il prossimo Gay Pride saprete cosa cantare...
Un baffo diabolico
di Limiti - Castellari
Ma dimmi com'è?
È un baffo, è un baffo, è un baffo diabolico!
Ha un'aria un po' delinquente, però...
È un baffo, è un baffo, è un baffo baffissimo!
Di quelli un po' duri, ma dolci, lo so...
È sempre qui al bar, alle sei, con gli amici,
maglietta attillata, due occhi così...
Che baffo, che baffo, mmh mmh, se mi piace!
Appena mi guarda, gli dico di sì!
No, ieri non c'era, però è sempre là, ah ah,
e quando va in moto, che grinta che ha!
Vedessi che fianchi, che bocca, che tutto,
e un pacco regalo, ma un pacco regalo,
ma un pacco regalo di quelli così!
No, ieri non c'era però è sempre là, ah ah,
e quando va in moto, che grinta che ha!
Vedessi che fianchi, che bocca, che tutto,
e un pacco regalo, ma un pacco regalo,
ma un pacco regalo di quelli così!
E dimmi com'è?
È un baffo, è un baffo, è un baffo diabolico!
Se è bello così, chissà sotto com'è!
È un baffo, è un baffo, è un baffo da favola!
Non serve che parli, ragazzi se c'è!
Se tu non l'hai visto, l'hai certo sognato,
non so sei hai presente due spalle così!
Eppoi un di dietro a peso tostato,
E io che non sbavo, gli son stata lì!
Andiamo stasera passiamo di là, ah ah,
e poi se mi gira, lo fermo, chissà, ah ah.
Magari son pazza, ma è una bellezza,
e un pacco regalo, ma un pacco regalo,
ma un pacco regalo che già sono quà...
uh... pronta!
Vedessi che fianchi, che bocca, che tutto,
e un pacco regalo, ma un pacco regalo,
ma un pacco regalo di quelli così!
Magari son pazza, ma è una bellezza,
e un pacco regalo, ma un pacco regalo,
ma un pacco regalo di quelli così!
Chi sono I Signori della Galassia, formazione in precario equilibrio tra rock progressivo, "cosmo sound" stile Rockets e discomusic? Forse un manipolo di eroici viaggiatori del tempo, antagonisti del mitico Dr. Who che appropriatisi con la forza delle loro barbe del di lui Tardis, si sono tuffati negli anni settanta onde sacheggiare il guardaroba di David Bowie e il beauty-case di Renato Zero? O un gruppo di malvagi villains che cercano con la loro melodia sintetica di confondere le idee a Zaffiro e Acciaio (la deliziosa Joanna Lumley e il torvo David McCallum)? Certo è, in ogni caso, che I Signori della Galassia sembrano fatti apposta per confondere le idee e per non poterne parlare senza citare le fantasmagoriche serie di fantascienza loro coeve, il loro stesso nome, infatti, è presumibile sia mutuato dall'omonimo episodio di Spazio 1999. Mentre la loro musica è davvero indefinibile: sul primo lato, "Archeopterix" è elettronica ma di stampo così difficilmente inquadrabile da poter essere ascritta contemporaneamente tanto alle correnti musicali cosmo, quanto alla discomusic (vabbeh, stessa cosa si può dire per i gli omoni argentati francesi capitanati da Christian Lebartz), sul lato B "Vulcano" è invece un brano progressive fedelissimo alla corrente generata ad alto voltaggio nei primi anni '70 (Hammond impazziti, disnibite chitarre elettriche e batteria nevrotica la fanno da padroni), ma qui siamo già nel 1979, e il genere si stava già evolvendo verso ben diversi orizzonti.
Mah. La risposta è sepolta su qualche stella lontana, che forse un giorno l'umanita riuscirà a raggiungere per svelare finalmente l'arcano...





