Ieri sera al Deposito Giordani di Pordenone (davvero un bel localino, complimenti, al contrario di molti clubbini o, peggio, centri sociali occupati) s'è tenuta la presentazione di questo bel librone di Mauro Mazzocut dedicato al Great Complotto di Pordenone, edito dalla Biblioteca Civica di Pordenone. Per quei pochi che ancora ignorassero che cosa fosse il Great Complotto, posso dire in due parole che si trattava di un movimento indigeno punk-new wave capeggiato da personaggi storici come Miss Xox e Ado, e dalle loro formazioni HitlerSS, Tampax, Andy Warhol Banana Technicolor, Waalt Diisneey Prooduuctiioon, XX Century Zorro, e via dicendo, senza dimenticare tutte le altre band che ne facevano parte, quali ad esempio i Sexy Angels, i Mess, e via elencando.Questo bel volume molto ben scritto ne narra la storia con completezza, ben documentato e zeppo di note, utili alla comprensione di ciò di cui si sta parlando, anche per quegli sprovveduti che dovessero ignorare chi era un gruppo che di nome faceva Velvet Underground... In allegato un CD audio, contenente due lunghe tracce di pura follia sonica, e la Guida Ufficiale allo Stato di Naon.
Alla serata di presentazione c'era gruppo di rappresentanza di Abastor (F.C.N., Enrico Sist, Erik Ursich, i trevisani, ecc.). Il locale era stracolmo. Si sono succeduti interventi delo Stato di Naon, Red Ronnie, Mauro Mazzocut, ecc., a cui sono seguiti brevi live di Sexy Angels, Mess, Miss Xox, ecc. A dire il vero poco ho gradito certe derive "rockettare" di band allora elettronico-new-wave, ma il tutto è stato ugualmente molto gradevole. Per concludere devo dire che m'ha molto divertito la performance dei Tampax, certo non originalissima, ma di sicuro effetto: al loro posto sul palco erano presenti dei cartonati che li rappresentavano nelle loro fattezze giovanili! HAHAHA!
Geniale.
Per avere il libro rivolgersi alla Biblioteca Civica di Pordenone:
Biblioteca Civica di Pordenone
piazza della Motta 4
33170 Pordenone (PN)
tel. 0434.522867
"A me non me ne frega niente di quelle cose da rock star. Io vado in centro a specchiarmi nelle vetrine."
(Miss Xox)
"Io non lo compro il libro perché IO C'ERO!"
(una persona tra la folla)
The Great Complotto HomePage
Il Grande Complotto
Great Complotto, arriva il libro (news)
The Great Complotto - Pordenone
Comune di Pordenone - Comunicati stampa e scadenze - MARZO 2005
TAMPAX, L'ANIMA DEL FENOMENO “GREAT COMPLOTTO”
Adolescenti, emancipazione e musica negli anni Ottanta: a tu per tu con il "Great Complotto Pordenone"
Alice questa volta ha intrapreso un viaggio per una nuova, strana meta, il paese del… 3D! Il Bianconiglio, stavolta, si è sparato una dose di LSD e ha trascinato l'ingenua fanciulla vittoriana in un turbinio di colori ed ectoplasmi tridimensionali, sì, perché Alice è la protagonista di un'avventura per View-Master, celeberrimo e ultra-cult “binocolino” 3D per bimbi intelligenti e sani, cresciuti a stimoli psicotronici come questi e non scodinzolando dietro a 4 pupazzotti imbecilli con la televisione sulla pancia… Ma riconosco di essere di parte: “Alice nel paese delle meraviglie” è una delle mie fiabe preferite, ed è perciò con estremo orgoglio che posso vantare di possedere questa rarissima versione per View-Master, originale degli anni '60 e avuta in eredità, assieme ad un visore dello stesso periodo, dagli zii anni or sono. Questa versione per il mitico oggetto visore 3-D, è stata realizzata con la classica tecnica della “stereoscopia” (due apparecchi fotografici alla stessa distanza degli occhi umani), utilizzando pupazzetti in un diorama ricostruito fedelmente a quello del cartoon Disney del 1951. Un librettino illustrato ci racconta la storia, suddividendo i capitoli per seguendo i dischetti (“Il coniglio bianco”, “Il ricevimento dei pazzi”, “La partita a croquet ed il processo”) e assegnando un paragrafo ad ogni immagine (7 per ogni discetto, come tutti i view-master), mentre gli appositi dischetti ci catapultano in un mondo tridimensionale colorato e onirico. Meraviglioso.Alice nel paese delle meraviglie
(GAF – View-Master) Dischetti per View-Master

GRAZIE PLONK!!!
Fotostorie Sado-Maso fa parte di quel materiale paleo-pornografico che ha visto gli albori in Italia durante gli anni settanta: qui la strada è ormai già stata battuta dai vari Men e Le Ore che, chi con psichedelica follia visionaria, chi con la demenzialità e la cialtronaggine propria dei finti articoli di cronaca, aveva aperto da tempo la via anche a pubblicazioni più audaci. Fotostorie Sado-Maso esce come supplemento mensile alla rivista Cruel, un nome che stimola più l'ilarità che la morbosità, e che vorrebbe eccitare la fantasia suggerendo perversioni estreme… ma il contenuto del suo sottoprodotto ci dimostrerà come, invece, ben poco di “estremo” ha da offrirci se non una galleria di situazioni grottesche. Questo numero di Fotostorie Sado-Maso, infatti, contiene tre racconti narrati per immagini, come anticipa la testata: il testo, superfluo e striminzito, è ridotto al minimo e presente soltanto nel primo racconto. Qui un signore di nome Max pare abbia l'abitudine di recarsi a Londra, non a caccia di antichità da comprare all'asta o di calzature da vero gentleman , ma per far visita alla sua amica Lenny, che gestisce una “fornitissima profumeria”. “Quella sera”, però, lei pensa bene di invitare anche una amica mulatta, alla quale gli autori non si sforzano nemmeno di trovare un nome, così da animare la festicciola: in realtà Lenny e la sua amica mulatta, sono due transessuali e, sotto ormonate fattezze femminili, nascondono un discreto armamentario maschile. Max, sottomesso dalle due chicks with dick , finirà per soddisfarle entrambe… Dov'è il “sado-maso” in tutto questo? Negli abiti fetish indossati dalle due transgender? Mah… Nella seconda “fotostoria” una signorina dal bel fisico ma dal viso orrendo, gioca col proprio fiore segreto, alternando piacere a dolore: entrano così in campo due vibratori (uno dei due non può che essere il classico dildo di Emperor dei Micronauti: dorato e nero), pinzette per capezzoli (o altre parti del corpo: la signorina qui ritratta, infatti, le utilizza sui suoi petali), e due pompette per estrarre il latte alle puerpere… In tanti anni non è cambiato poi molto dato che simili oggetti si vendono anche oggi giorno in Internet. Ad assisterla, infine, arriva un maschio dalla barba incolta, che placherà l'ansia della protagonista di questa torbida vicenda. Nel terzo episodio, infine, assistiamo all'unico vero e proprio episodio con risvolti autenticamente sadomasochisti: un signore, dal baffo folto e dal ridicolo pullover a strisce colorate, viene sottomesso da una Mistress autoritaria quanto Minnie Minoprio nel carosello Dufour: in quello che sembra più un sexy shop, dotato di ogni ben di dio feticistico, che non un vero dungeon, questa riccioluta sbarazzina in bustino nero, immobilizza e traveste il maschio, mentre la sua assistente, una shampista col capello a là garçon, ne quieta l'ardore. La cosa che più salta agli occhi, tuttavia, in questa scarsamente perversa pubblicazione, è come, in un periodo di obbrobriosa diffusione del pube dal pelo più che folto, le protagoniste di tale pubblicazione siano invece dovutamente totalmente glabre: forse che la depilazione genitale era considerata come una estrema perversione e associata al sadomasochismo in quell'epoca di barbarie estetica?





