
Magari non sarà il più celebre brano della storia della musica pop, ma "Kazoo Kazoo" di Joce & the Kazoo Band il suo posto nell'Olimpo del rock se lo merita tutto! E visto il successone ottenuto, Joce & the Kazoo Band, non hanno neppure voluto bissare... o meglio, la Baby Records, certo etichetta di bocca buona visti i dischi prodotti durante gli anni '80, non ha nemmeno voluto dare loro una seconda opportunità, immagino perché persino la Baby Records si sia vergognata di un tale capolavoro.
"Kazoo Kazoo" va comunque ricordato non solo per essere un goffo tentativo di battere cassa con una maldestra scopiazzatura di una già terribile hit precedente (questa canzone echeggia infatti in più punti il brano disco-circense "El Bimbo" di qualche anno prima), ma porta in calce le firme di C. Minellono e D. Farina... per chi avesse la memoria corta, Farina è l'autore dei più grandi successi "trash" di quel decennio, firmando hits per artisti come Al Bano e Romina o i Ricchi e Poveri... mica bruscolini! Insomma, l'autenticazione di un prodotto da parte di un "maestro", che ha vanamente tentato una carriera solista in quegli stessi anni, con un pezzo completamente obliato.
Il testo, per giunta, è composto dalle più colte e raffinate liriche... rime come "Kazoo Kazoo, oh, I love you" e "Kazoo Kazoo, just me and you", seguite da ripetuti "oooh", risplendono aggiudicandosi il loro posto tra la più alta poesia, accanto alle opere dei vari Neruda, Leopardi, D'Annunzio.
Insomma, un disco sicuramente da collezionare: io sono riuscito ad entrare finalmente in possesso della mia copia soltanto pochi giorni fa, pagandola la folle cifra di ben € 1,99, ma per certi capolavori vale la pena spendere qualche soldo in più.
Di 11 settembre non ce n'è soltanto uno, quello del 2001, delle Torri Gemelle e dei due arei di linea che sono stati diretti contro di esse. C'è anche un altro 11 settembre, che si fa fatica un po' a ricordare, perché oscurato dall'altro, o perché troppo vecchio, o perché ci si è stufati (tutta la faccenda è stata un po' vissuta come una moda alternativa negli anni settanta, e passati i primi anni in cui si ascoltavano Inti-Illimani e si indossava il poncho, poi sono arrivate nuove, più interessanti mode da seguire): sto parlando dell'11 settembre del 1973.
Ai meno attenti ricordo semplicemente che l'11 settembre 1973 un governo democraticamente eletto dal popolo Chileno, il governo di Unidad Popular di Salvador Allende, venne deposto da un golpe militare, capeggiato da Augusto Pinochet. Il colpo di stato fu, ormai è storia nota a tutti, favorito e spalleggiato dalla CIA, da Kissinger e dal governo statunitense, per ovvii interessi economici. Allende rappresentava una spina nel fianco degli USA, dato che il Chile era il principale fornitore di rame del Nord America (con il quale ci si fabbricavano le lattine di bibite gassate...) e Allende aveva deciso di statalizzare le miniere e le industrie.
Al colpo di stato seguì un periodo di terrore, di assassini e torture, per opera degli squadroni fascisti dei golpisti, che hanno lasciato il loro segno nel Sud America e hanno così preparato il terreno fertile per il successivo periodo di rapimenti e torture in Argentina. Per venire arrestati bastava pochissimo, bastava non essere una persona "normale", per le donne bastava anche solo indossare i pantaloni al posto della gonna. Molti cileni sono espatriati, alcuni portarono la musica della Nueva Cancion Chilena in Europa, Francia e Italia soprattutto, tra questi Quilapayun, Inti-Illimani, Charo Cofré e Hugo Arèvalo, Isabel e Angel Parra (figli di Violeta), e molti altri. Un prodigioso cantautore, Victor Jara, invece, fu catturato e morì nello stadio di Santiago cantando "Venceremos".
L'11 settembre 2001 gli Stati Uniti subirono un attentato e delle persone innocenti morirono nel crollo delle Twin Tower. L'11 settembre 1973 le vittime della dittatura fascista fece altrettante vittime, e la responsabilità degli Stati Uniti fu pesante.
Potete preferire ricordare l'11 settembre 2001, potete preferire ricordare l'11 settembre 1973, o potete ricordarli entrambi. In ogni caso, se abbiamo due 11 settembre da ricordare per vite innocenti sacrificate senza ragione, possiamo ringraziare soltanto la politica estera statunitense.
Politica che ha saputo sfruttare abilmente il terrore seguito a quell'avvenimento per fomentare la paura di un pericolo terrorismo che non esiste. L'unico pericolo che c'è è quello di permettere alle nostre paure di prendere il sopravvento sulla ragione.
Ai meno attenti ricordo semplicemente che l'11 settembre 1973 un governo democraticamente eletto dal popolo Chileno, il governo di Unidad Popular di Salvador Allende, venne deposto da un golpe militare, capeggiato da Augusto Pinochet. Il colpo di stato fu, ormai è storia nota a tutti, favorito e spalleggiato dalla CIA, da Kissinger e dal governo statunitense, per ovvii interessi economici. Allende rappresentava una spina nel fianco degli USA, dato che il Chile era il principale fornitore di rame del Nord America (con il quale ci si fabbricavano le lattine di bibite gassate...) e Allende aveva deciso di statalizzare le miniere e le industrie.
Al colpo di stato seguì un periodo di terrore, di assassini e torture, per opera degli squadroni fascisti dei golpisti, che hanno lasciato il loro segno nel Sud America e hanno così preparato il terreno fertile per il successivo periodo di rapimenti e torture in Argentina. Per venire arrestati bastava pochissimo, bastava non essere una persona "normale", per le donne bastava anche solo indossare i pantaloni al posto della gonna. Molti cileni sono espatriati, alcuni portarono la musica della Nueva Cancion Chilena in Europa, Francia e Italia soprattutto, tra questi Quilapayun, Inti-Illimani, Charo Cofré e Hugo Arèvalo, Isabel e Angel Parra (figli di Violeta), e molti altri. Un prodigioso cantautore, Victor Jara, invece, fu catturato e morì nello stadio di Santiago cantando "Venceremos".
L'11 settembre 2001 gli Stati Uniti subirono un attentato e delle persone innocenti morirono nel crollo delle Twin Tower. L'11 settembre 1973 le vittime della dittatura fascista fece altrettante vittime, e la responsabilità degli Stati Uniti fu pesante.
Potete preferire ricordare l'11 settembre 2001, potete preferire ricordare l'11 settembre 1973, o potete ricordarli entrambi. In ogni caso, se abbiamo due 11 settembre da ricordare per vite innocenti sacrificate senza ragione, possiamo ringraziare soltanto la politica estera statunitense.
Politica che ha saputo sfruttare abilmente il terrore seguito a quell'avvenimento per fomentare la paura di un pericolo terrorismo che non esiste. L'unico pericolo che c'è è quello di permettere alle nostre paure di prendere il sopravvento sulla ragione.

Ne posseggo una decina che furono raccolti probabilmente da mio padre nel periodo in cui faceva il militare a Siracusa.
Ogni bigliettino porta un numero di serie con il quale partecipare al concorso (i premi sono assai misteriosi), e ogni bigliettino è interamente coperto di pubblicità dei prodotti della sconosciuta ditta del "Dottor. DE FRANCO": misteriose polveri per praparare bevande o per preparare panettoni, "Dolcecrema", "Digestio", "Aranciata 900", "Tu-Sola", "Bellachioma", "Lievitovo", "Lievito Friulano", "Limonina", "Latkao", Polveri per Gelati "Perla", "Pepericca", "Pasticca Negrita" e così via, alcune delle quali contenute in "scatolini" (la grammatica con la quale sono vergati questi biglietti è altrettanto affascinante) assolutamente collectible: a forma di frutto, arancia o limone, in bakelite.
Su tutti spicca, però, questo prodotto, la "Liquirina", che promette di preparare deliziose bevande alcooliche partendo da un prodotto liofilizzato, suppongo da diluire con alcool puro. Intrigante anche l'illustrazione, che ci assicura sulla naturalità del prodotto...!
Abastor è sempre più 50's negli ultimi tempi. E così anche i dischi che girano sul piatto del mio giradischi. Scritto da Jay Livingston e Ray Evans nel 1956, per il re-make del film "L'uomo che sapeva troppo" ("The man who knew too much") del 1936, e cantato da Doris Day nel finale del film, questo disco può essere annoverato tra i vinili che non possono mancare in casa di ogni signorinetta che si rispetti, accanto a "Somewhere over the rainbow" di Judy Garland e a "Tico Tico" di Carmen Miranda.
Stampa francese della colonna sonora del film, per la Philips, contiene, come tutti i 7" (a 45 giri o anche a 33) che si rispettassero in quegli anni, 4 brani: "Qué Será, Será", "We'll love again", "Let it ring", "Love's little island", tutti cantati dalla voce di Doris Day.
Da cantare mentre si prepara la prima colazione per la famiglia, rigorosamente in abito da giorno anni '50.
Qué Será, Será
(Jay Livingston - Ray Evans)
When I was just a little girl
I asked my mother, what will I be
Will I be pretty, will I be rich
Here's what she said to me.
Qué Será, Será
Whatever will be, will be
The future's not ours to see
Que Sera, Sera
What will be, will be.
When I was young, I fell in love
I asked my sweetheart what lies ahead
Will we have rainbows, day after day
Here's what my sweetheart said.
Hey! what're you gonna say?
Hey! What're you gonna say?
Qué Será, Será
Whatever will be, will be
The future's not ours to see
What will be, will be.
Que sera, sera
Now I have children of my own
They ask their mother, what will I be
Will I be handsome, will I be rich
I tell them tenderly.
Qué Será, Será
Whatever will be, will be
The future's not ours to see
Que Sera, Sera
What will be, will be.
P.S.
Questo è uno dei vinili della mia collezione di cui vado più fiero: non avrò Elvis originali, però ho "Qué será será" di Doris Day! Tiè.

Ho realizzato anche delle fotografie della confezione, però ho voluto mostrarvi come mi sono divertito a comporre il nome ABASTOR, utilizzando i biscottini di Paul Newman.
Da mangiare rigorosamente in ordine alfabetico. Adrian Monk lo farebbe.

È stata costruita nel XII° secolo. Passata poi ai Cavalieri di San Giovanni (poi di Malta), infine venduta da Napoleone a privati e poi tornata di proprietà della Chiesa.
Purtroppo è visitabile soltanto dalle 7 alle 11 della domenica e dei giorni festivi. Io ci sono stato che era chiusa, così non ho neppure potuto indagare se dentro ci sia nascosto il Santo Graal!

(Divagazione storica poco Abastoriana, ma in questo periodo sto esplorando un po' di siti medievali della zona di Treviso)





