Marzia ha ospitato Abastor all'interno dello studio Recreo, sito in un antico palazzo bolognese in via del Pratello, dove uno scelto manipolo di appassionati di odd things si sono dati appuntamento attorno ad un tavolo. Qui il sottoscritto ha, con sapienza abastoriana, caricato alcuni dischetti su un paio di Model G e un Model J (per la verità disponevamo anche di un Model L ma l'inferiore qualità visiva ci ha fatto preferire gli altri visori) View-Master in seguito passati agli astanti che hanno potuto quindi assaporare i raffinati e delicati piaceri del 3-D.
Gli ospiti sono stati così coinvolti in un'esperienza abastoriana a 360°, visionando una serie di set di dischetti per View-Master, ascoltando musica abastoriana e accompagnando il tutto con deliziosi manicaretti (mortadella a cubetti, formaggi, piadina arrotolata con rucola e crescenza, ecc.) e cocktail abastoriani.
È stato infatti miscelato il memorabile cocktail (per la verità si tratta di un long drink) di Ernesto Calindri, il Cynarone, che andrebbe però bevuto stando seduti ad un tavolino posto al centro di un incrocio stradale con le auto che circolano intorno a noi, e che ha la proprietà intrinseca di combattere il "logorio della vita moderna". Il Cynarone si compone così: 1/4 di Cynar, 3/4 di seltz, una scorzetta di limone (che andrebbe spremuta un tantino) e ghiaccio. Buono, inaspettatamente buono. Temevamo infatti si trattasse di una autentica schifezza, invece mi sono pentito di aver portato solo il fondo della mia personale bottiglia di Cynar che avevo in casa e non averne comperato anche una nuova.
A seguire abbiamo ancora combinato San Marzano Borsci e seltz (avevamo un seltz da un paio di litri...), altra piacevole scoperta, Punt e Mes e seltz (pessimo!) e, naturalmente, l'immancabile Pernod, compagno di ogni serata intellettuale che si rispetti.
Infine, le nostre pupille, stanche della ginnastica a cui l'esercizio del 3-D le ha sottoposte, hanno preteso una pausa e ci siamo quindi abbandonati alla visione del meraviglioso La decima vittima di Elio Petri.
Gli amici bolognesi mancati all'evento sono stati poi intercettati dagli abastoriani ancora in piedi in via del Pratello (Teo di Casa Logic, rinomato campione nazionale della disciplina sportiva del See'n'Say, e Matteo di MCL). Ci siamo così abbandonati a ricordi abastoriani (l'AbasTour in Casa Logic) accompagnandoli con una buona birra prima del rientro in Veneto del sottoscritto in compagnia del buon Ribaldo
Mi spiace non avere immagini che documentino l'evento (ma, suppongo, presto ne vedrete un paio scattate al nostro arrivo sul sito Statue Molester), comunque grande serata che rimarrà negli annali della visione 3-D e del consumo di mortadella!
Grazie a Marzia per l'ospitalità e ai pochi ma buoni convenuti alla serata.
Degustare un telefilm come Star Trek, illustre serie televisiva su cui si sono spese più parole che sulla Divina Commedia o sul Codice Da Vinci, potrebbe apparire esercizio ozioso non poco. Ma recensire il medesimo episodio sotto forma di dischetti 3D per View-Master, che avrete imparato Abastor ama quanto i dischi di vinile 7” (e potremmo perderci in elucubrazioni sulla forma circolare come fonte di piacere per gli abastoriani), è operazione feconda anzichennò.The Omega Glory (arrivato in Italia col titolo Le parole sacre), è l’episodio apparentemente più anticomunista e nazionalista della serie: il capitano Kirk e il suo equipaggio si trovano infatti confinati su di un pianeta sopravvissuto ad una tremenda catastrofe batteriologica in cui governano i “Kohm” (asiatici vestiti da sovietici e armati di katana); loro avversari, barbari armati di lance e con usi e costumi propri dei pellerossa americani, sono i “Merak” (“Yank” nell’edizione italiana). “Kohm” e “Merak” stanno rispettivamente per “comunisti” e “americani”: la guerra fredda, trasformatasi in guerra calda, è stata vinta dai “rossi” e ai patrioti statunitensi non è rimasto altro da fare che rifugiarsi sulle montagne portando con sé la propria costituzione, assurta a libro iniziatico riservato ai capi. La trama sarebbe già risibile di per sé se nel finale, il monologo di Kirk, diretto ad istruire i “Merak” sul vero significato della carta costituzionale, non si trasformasse in un aperto j’accuse nei confronti delle istituzioni statunitensi e su come sia stato stravolto e abusato tale documento.
«Le parole che voi pronunciate “Oi pop stili tip” non sono state scritte per i capi i re i guerrieri i ricchi o i potenti ma per tutto il popolo col passare dei secoli voi avete deformato il significato di queste parole… (…) Queste parole e le parole che seguono non sono state scritte solo per gli Yanks ma anche per i Kohms…».
Il monologo lascia pensare ad una deliberata presa di posizione da parte degli autori (se non di Gene Roddenberry stesso) che, utilizzando metafore fantascientifiche, trattavano temi altrimenti “proibiti” nella televisione americana, proponendo talvolta giudizi alternativi sulla società statunitense o su argomenti contemporanei: in questo caso i privilegi di corporazioni e ricchi e l’ossessione anti-comunista diffusa negli USA durante Guerra Fredda.
I dischetti per View-Master che ripropongono l’episodio in 3-D, sono stati realizzati direttamente sul set, durante le riprese del telefilm, con gli stessi attori, ma da angolazioni differenti rispetto alle riprese televisive, mostrandoci così delle prospettive inedite delle medesime scene.
Affascinante anche l’unica diapositiva che riproduce l’Enterprise nello spazio in compagnia dell’astronave Exeter (una citazione del film Cittadino dello spazio?) nei dintorni del pianeta Omega: la scena è stata realizzata con l’ausilio dei diorami (anche se viene il sospetto che i due modellini di astronave a curvatura utilizzati siano dei kit di montaggio per appassionati di modellismo) illuminati con luci colorate e posizionate sullo sfondo di un cielo stellato. Di minore impatto rispetto agli effetti speciali originali della serie, i quali probabilmente non erano disponibili per la realizzazione di questo set, ma tridimensionale.
Insomma, questi sono dischetti volanti (lo so è una cazzata, ma non sapevo come chiudere il post)!
Star Trek – The Omega Glory
(GAF B 499, 1968)

Sembrerò anche retorico, ma il mondo senza Syd Barrett non sarà più lo stesso.
Addio Pazzo Diamante.
Dolly Rocker, The Syd Barrett Homepage





