Botana
Scusate l'invasività dell'immagine, ma questa pubblicità del '52, merita tutta la vostra attenzione fin dal nome del prodotto: Botana, rimarcato nella sapiente stesura delle didascalie: "per ogni donna Botana...", non era meglio metterci una virgola? E per continuare con le allusioni che vanno coraggiosamente oltre dove nessun pubblicitario è mai giunto prima: la vitamina F...?! (Sì, lo so che esiste, ma capirete che...)
Ma gli svizzeri evidentemente erano all'oscuro del significato che poteva avere in Italia (e specialmente in Sicilia) la parola Botana, e così misteriosamente la crema di bellezza non ebbe molta fortuna... ci riprovarono, senza successo, cambiando successivamente il nome del prodotto in Postituta, Minotta, Zocolà, Toia, Baldacca, Meretice...
Inauguriamo un nuovo spazio abastoriano all'interno dell'Abastor Daily: Abastor Bar! Entrino, signori, entrino! Il primo giro lo offre la casa! Assaggeremo per voi i liquori più incredibili... hic... assaporeremo le misture più impensabili... hic... analizzeremo contenuto e contenitore dei più memorabili cult alcoolici! Il tutto per i dotti e raffinati lord abastoriani che vogliono ritagliarsi un angolino spazio-temporale dove rilassarsi davanti al caminetto con un buon bicchiere in mano.
E con che cosa possiamo aprire se non con questo prezioso, inestimabile, aulico reperto procuratoci dal buon Tony Bonton dopo un viaggio nella regione africana del Rovigotho, lì dove sono i leoni?
Una bottiglia del... CAPITAN PIPA! Un liquore che, a quanto pare, nasconde lontane riminescenze dello storico KAMBUSA ONE (l'amaricanteee!): stesso lupo di mare, incartapecorito dai tanti anni di navigazione, stessa pipa intrisa di trinciato forte, che il nostro capitano tiene stretta tra i denti con il sole e con la pioggia, quando c'è calma e quando c'è burrasca.
Un oggetto che, a quanto pare, è diventato una bevanda culto nella zona di Rovigo e che rappresenta un irrinunciabile compendio al pasto quotidiano.
"Ma... il contenuto?!", direte voi. E chi l'ha assaggiato? Ancora non abbiamo avuto questo privilegio, anche perché per farlo dobbiamo prima venire iniziati e spazzolare il ponte del battello di Capitan Pipa tirandolo a lucido come il pavimento del salone da ballo di Versailles.
Un impegno concreto: saperne di più
Buon 2007 a tutti anche da parte mia!

I giapponesi hanno inventato un giochino ambizioso, che sembra funzionare e che quindi si è evoluto.
Lo hanno chiamato VINYL KILLER, e a pensarci tanto stupido non è.
Cosa farebbe, infatti, l'abastoriano a caccia di vinile d'epoca a un mercatino, infatti, se trova un oggetto da desiderare? Lo guarda, lo scruta, ne verifica l'integrità in quanto vecchio e raro, chiede il prezzo, si rialza da terra e lo paga con mano tremula (ma, al contempo, convinta).
Ma chi mi dice, però, che un errore di stampa non abbia fatto in modo che su un apparente disco dei New Trolls non vi sia inciso invece Porta Portese di Baglioni?
E come faccio quando scopro, a casa dinnanzi al mio hi-fi, di aver pagato troppo per un disco che ha, invece, udibili fruscii e saltellamenti che a occhio nudo non si percepivano all'atto dell' acquisto?

Per tutte queste problematiche ci viene in aiuto un apparente giocattolo, che SEMBRA una macchinina, ma non è SOLO quella!

Il VINYL KILLER ha una funzione primaria: ascoltare un disco in assenza di un giradischi.
Posizionando, infatti, questa riproduzione di un classico Volkswagen Van degli anni '60 all'inizio del solco di un disco, esso, una volta acceso (funziona a batterie) comincerà a camminare, circumnavigando tutto il disco e facendovelo ascoltare da un mini altoparlante posto sulla "capotte" del veicolo.
Il segreto? C'è una puntina fonografica sotto!

Il gingillo, piombato sul mercato pochissimi anni fa, in occasione del Natale 2006 ha subìto un'evoluzione, puramente stilistica: se prima si poteva trovare di diversi colori (anche oro e argento!) e in un materiale plastico, da oggi esiste la "LImited BlingBling Edition".
Il termine "Bling" è una derivazione slang americana che sta ad indicare qualsiasi cosa che possa essere chiamata "gioiello", dagli orecchini alle catenazze d'oro dei rapper, passando per bracciali vistosi, anellazzi con pietrazza e via discorrendo.

La "BlingBling Edition" è infatti costellata di pietre Swarovsky, che hanno un peso non indifferente, immagino, montati su una macchinina che testa dischi in vinile "al volo".
Penso si debba leggere però come "maggiore stabilità sul disco da riprodurre", per non scontentare i produttori...
 
Questo prodotto è stato oggetto di un paio di recensioni piuttosto ilariche da parte della testata giornalistica più famosa al mondo in fatto di collezionismo discografico, Record Collector: l'ultima li descriveva come "(...) those battery-powered mini vans that drive round your records playing them from their boots and leaving a trail of destruction in their wake (...)".

C'è da dire che, sospettando una certa instabilità che poteva compromettere un serio funzionamento del meccanismo, i produttori di questo "giuièll" hanno fatto in modo che funzionasse solo per i 33 giri (ah, se ci fossero in giro ancora i dischi a 16 giri...).
Ma non hanno usato la stessa cautela per dichiarare il prezzo: il modello base, in vari colori, viene a costare infatti sugli 80 Euro, la versione "gold" o "silver"  sui 110 Euro e la "Limited BlingBling Edition" sui 410 Euro, centesimo più, centesimo meno, ah, ah, ah...

Sito del produttore (completo di musica Japanese Lounge durante la navigazione): www.razy-works.com .
June Palmer
Ho scoperto soltanto di recente che tre anni fa, il 6 gennaio 2004, se n'è andata probabilmente la più bella e popolare pin-up inglese, la "junonica" June Palmer, una prosperosa brunetta ritratta in squisite foto erotiche e short in bianco e nero e dal tono burlesque da quel geniaccio di Harrison Marks.
La cosa mi riempie il cuore di tristezza, poiché sono ormai diversi annetti che ho scoperto la bellezza retro di June Palmer grazie agli opuscoli editi negli anni '90 dalla Nostalgia Publication, e mi ha da sempre colpito, oltre che per le sue lisce e morbide rotondità, per la sua bellezza così innocente, anche mentre esibisce un corpo generoso e interamente depilato, e soprattutto per lo humor con il quale sapeva mettersi in gioco in storie come Calamity June o June in Orbit, short movie nei quali vediamo June Palmer nel West vestita di un solo cinturone e pistole (!) o nello spazio, all'interno di un'astronave in cui, guarda un po', fa un gran caldo e lei è così costretta a togliersi di dosso quei pochi abiti che indossa tanto raramente...
Insomma, quel gusto erotico retro un po' fetish ma con il dono dell'umorismo e dell'autorinoia come oggi raramente capita di vedere.
Addio bellissima, June Palmer!

June Palmer - Biography - Facts - Information
June Palmer - Paragon Past Paraphernalia
June Palmer - Wikipedia, the free encyclopedia
June Palmer - The Internet Movie Database (IMDb)
George Harrison Marks - The Official Website
Nostalgia Publication
Bibble Heroes
In questi tempi di perdizione e peccato, l'abastoriano moralmente integro e timorato di Dio è conscio che "oramai è già troppo tardi" per pentirsi e convertirsi alla Missione Sant'Antonio Abate della Chiesa cattolica ortodossa  dei Siri di Antiochia, al confronto della quale anche la Chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni sembra un acronimo (e grazie a questi nomi di sette cristiane ho già riempito mezza pagina del blog).
Premessa oziosa quanto inutile, per presentare questo poderoso set di dischetti per View-Master narranti le avventure di 4 eroi di Israele dalle quali sono stati tratti anche fortunati kolossal hollywoodiani.
Stiamo parlando delle storie di Sansone e Dalia, Davide e Golia e Daniele e la tana dei leoni. Tutte ovviamente realizzate attraverso pupazzetti e diorami, fotografate a colori in 3-D, per opera della Sawyer's di Portland, Oregon, e montate su View-Master reel.
Il libretto, indispensabile supporto narrativo e didattivo, ci informa tra le altre cose essere opera della prolifica Florence Thomas, la principale artista responsabile della creazione di fiabe e storie per diorami dagli anni '40 agli anni '70.
Ogni abastoriano retto e savio, saprà così come educare i propri figli alla parola del Signore, infondendo loro fede e misticismo.
Ma Sansone era un eroe della Marvel o della D.C. Comics? Mah...

Bible Heroes
(Sawyer's B 852, 1967)