Snowhite and the seven dwarfsLo so, lo so... è tanto tanto tempo che non scrivo sull'Abastor Daily. Nel frattempo, lo avrete notato, è cresciuta la moltitudine dei collaboratori di Abastor Daily, donandoci i loro preziosi contributi. Vi stavate domandando che fine avessi fatto? Vi stavate tormentando e struggendo dal dolore e dalla sofferenza? No, eh? Lo sapevo, non mi volete più bene.
Eccomi tornato dopo oltre un mese e mezzo (sto studiando, ragazzi!!!) per parlarvi di un tema che ultimamente mi stuzzica parecchio e che input provenienti da varie parti provocano continui interrupt alla mia mente: Biancaneve e i sette nani.
Quale altra fiaba, coniuga in sé così tanto fascino camp (beh...) e così tanti sottintesi erotici? Personalmente, non riesco a pensare a Biancaneve senza che la mente non cavalchi verso turpi fantasie erotiche... vabbeh, magari poi io sono anche un caso patologico per quanto riguarda i doppi sensi, ma ogni riga di questa fiaba nasconde i sottintesi e le allusioni più licenziose... dai... davvero credete che Biancaneve non abbia dato niente in cambio al guardiacaccia per lasciarla andare? Ma dove vivete? E che dire di quel video dei Rammstein, Sonne, in cui una - ahhh!!! - conturbante Dita von Teese (la diva del Burlesque, tanto per riagganciarci a uno dei recenti post di Mercuzio) interpreta una sessuosissima Biancaneve tossicodipendente?
Serve poi ricordare quanto questa fiaba abbia ispirato tante versioni hard, di film, cartoni e fumetti? Vabbeh, ricordiamo qualche titolo rinvenuto in rete, poiché della serie temo di aver visto soltanto una favolosa versione a cartoni animati (qualcuno saprebbe ricordarmene il titolo?). Che ve ne pare allora di titoloni quali Biancaneve sotto i nani, Biancaneve e i cazzi nani, Biancaneve e i sette ani, Biancaneve e i sette cani, Biancaneve e i sette cazzi, Biancaneve e i sette metri, Biancaneve e i sette negri (titolo reso celebre da Nanni Moretti nel suo Caro Diario), Biancaneve e le tette nane, ecc.? Alta classe.
Snowhite and the seven dwarfs Riguardo al lato camp della cosa, come tantissime altre fiabe (Il mago di Oz in primis), rappresenta fonte di ispirazione e culto della cultura omosessuale fin dalla notte dei tempi... non sono assolute e inequivocabili icone gay le figure della matrigna e di Biancaneve, in cui ogni "amico di Dorothy" degno di tale nome vorrebbe immedesimarsi (nell'una o nell'altra o anche in entrambe allo stesso tempo). Dite di no? Ma come siete ingenui...
Mi viene poi spontanea alla mente la storia di Alan Turing. Come chi è Alan Turing? Beh, se state leggendo questo blog, dovete sapere che quella che avete davanti agli occhi, o magari sotto il tavolo, è una Turing Machine, perché Turing, che decodificò il codice Enigma dei nazisti durante la II Guerra Mondiale, aveva ideato proprio il... computer. Certo, la sua era solo una macchina teorica, però ora i computer dovrebbero chiamarsi Turing Machine. Ebbene, Alan Turing era gay e per questo fu anche condannato dal sistema giudiziario anglosassone degli anni '40 ad una sorta di castrazione chimica, che probabilmente fu la causa prima del suo suicidio (o presunto tale, non è mai stato chiarito). Già, il suo suicidio: Turing morì mangiando una mela... avvelenata. E proprio perché appassionato della fiaba di cui stiamo parlando in questo post.
E proprio la mela di Turing pare sia stata la fonte d'ispirazione del logo Apple, la casa che ha inventato il Macintosh, i cui colori (vabbeh, adesso è bianca) parrebbero a loro volta ispirati all'arcobaleno del movimento gay americano (sì, proprio come quello dei pacifisti...). C'è ancora da chiedersi come mai il Mac sia il computer preferito dai grafici? Vabbeh, adesso la Apple dice che la mela deriva da Newton, ma quest'ultimo mica la morse... o almeno non lo sappiamo, sappiamo solo che gli finì sulla testa.
Ma, tornando alla fiaba, l'elemento che ha scaturito in me l'interesse per questa storia (non ne sono mai stato particolarmente attratto prima) è stato il set di dischetti per Talking View-Master Snowhite and the Seven Dwarfs di cui devo avervi già parlato... come?! Non l'ho fatto?! Ah!!! Ma allora dobbiamo rimediare subito! No, non la versione di Walt Disney - sulla quale anzi stenderei un pietoso velo, per aver rimosso con la solita "edulcorazione" disneyana tanti elementi erotici e morbosi presenti nella versione originale (come in tutte le fiabe: uè, sveglia, nelle fiabe si parla spesso e volentieri di SESSO!!!) - ma la versione antecedente, fatta dai laboratori della Sawyer's prima di produrre quella di Disney (per la ragione più ovvia: non avevano ancora i diritti d'autore, in possesso della allora rivale Tru-Vue).
Snowhite and the seven dwarfs Quanto più sexy non è questa Snowhite, rispetto a quella della disney, con quel suo abitino "gotico" bianco così attillato? Elegante e raffinato direi, persino darkeggiante (tra le goticone non è raro il look "sposa in bianco"), mica quell'orrendo blu e giallo della Biancaneve disneyana! E infatti sembra la versione in "positivo" di Morticia Addams, che, non so voi, ma per me è la definizione stessa di sexy. E poi quel visino tutt'altro che innocente e ingenuo... E la regina cattiva? Vabbeh, ne convengo, quell'altra è una dark lady intrigante anzichennò, ma anche questa biondona con quell'atteggiarsi a diva holliwoodiana non è mica male! Non parliamo dei nani, poi, che, al contrario dei dwarfs di fattura disneyana, sembrano sette satiri pronti a brandire il loro membro virile come una clava e avventarsi sulla deliziosa moretta capitata per caso nella loro casetta in mezzo al bosco. Il principe, così come tutte le altre figure maschili (il re, il guardiacaccia...), nani esclusi - che, comunque, rappresentano sempre qualcosa di "diverso", rispetto agli uomini "normali", immagine stessa della normalità, quitidianità, conformismo della società americana di allora -, è soltanto di contorno, quasi inutile.
Realizzato in 3-D, con puppazzetti sagomati su diorami colorati, questo della View-Master è uno dei più affascinanti ed intriganti set già da solo, con l'aggiunta del suono raggiunge i vertici del capolavoro supremo! Possiamo così ascoltare il narratore guidarci nella visione delle immagini, la regina cattiva interrogare lo specchio: "Mirror mirror on the wall who is fairest of them all?", che le risponde prontamente (utilizzando per altro la decaduta forma del "tu" - lo sapevate che gl'inglesi si danno del "voi" anche tra amici, no?): "Thou queen, as thou stand, art the fairest in the land".
E poi, già una fiaba come questa è piena di sottintesi e allusioni, serviva anche scrivere nel libretto allegato ai dischetti che Biancaneve serviva ai sette nani la sua "hot apple pie"?!
Per completezza voglio mostrarvi, oltre alla confezione della versione per Talking View-Master della GAF degli anni '70, l'edizione originale "muta", che può essere visionata con qualsiasi visore standard, della Sawyer's degli anni '50.
La mia presenza qui su 'Abastor' non poteva che essere inaugurata da un post dedicato alla cucina, attività che mi ha sempre appassionato e che considero come un vero 'esercizio' per lo spirito. La mia passione sono i dolci, e da diversi anni mi cimento in delizie al cucchiaio, come quella che vedete qui sotto.


Si tratta di un apparentemente semplice e banale budino al cioccolato, fatto però in maniera del tutto casalinga, ovvero senza utilizzare i comuni preparati in polvere, a cui basta aggiungere un po' di latte e il gioco è fatto. La ricetta originale indica il dolce in questione come 'budino della nonna' e io, che mi sento sufficientemente anziana, ve la ripropongo con immenso piacere.

Ingredienti
1 litro di latte
100 grammi di zucchero
100 grammi di burro
100 grammi di farina (o di amido di mais)
100 grammi di cacao amaro in polvere

Portare ad ebollizione il latte e toglierlo dal fuoco. Mettere sulla fiamma dolcissima una pentola smaltata e farvi sciogliere il burro, poi incorporare lo zucchero e lasciarlo sciogliere, mescolando con un cucchiaio di legno. Unire la farina e il cacao, continuando a mescolare per evitare la formazione di grumi. Diluire con un po' di latte per ammorbidire il composto, poi unire il resto del latte, mescolando sempre bene. Cucinare finchè il composto non accennerà a bollire, quindi togliere dal fuoco.
Versare la crema in uno stampo da budino precedentemente bagnato. Scuoterlo un po', in modo da eliminare eventuali vuoti d'aria interni, quindi mettere in frigorifero e lasciarlo per circa 3 ore.
Al momento di servire, immergere lo stampo in acqua bollente (per poter meglio sformare il budino), quindi capovolgere lo stampo su un piatto da portata e guarnire a piacere.

Unico suggerimento: dopo anni di esperimenti mal riusciti con stampi antiaderenti, ho ceduto al fascino del silicone. Nonostante le prime resistenze (rilascerà sostanze nocive? Sarà tossico?), ho comprato uno stampo a cupola, proprio per il budino, e devo dire che il risultato è stupefacente: il momento della sformatura avviene in un attimo e senza tante storie, come invece accadeva prima (in alcune occasioni, disperata, ho chiesto espressamente al budino di uscire dallo stampo, ma senza risultati ;)).