Ieri, sabato 28 luglio, un manipolo di prodi abastoriani si è diretto in quel di Sant'Ambrogio di Valpolicella (VR), presso l'agriturismo Ca' Verde dove tutti gli anni si tiene il festival musicale Shout!, evento straordinario a base di musica garage, punk, psycho.
Quest'anno (la prima volta che ci sono andato) si esibivano i Dingo, delizioso gruppo garage italiano, elegante e raffinato che sulle sue melodiche tastiere (Farfisone d'ordinanza a norma), ci trascina per mari mossi di squisita retro fascinazione; Dome La Muerte & The Diggers, bravi, né lodi né infamie; The Diplomats of Solid Sounds feat. The Diplomets, tuffo squisitamente retro nel soul-blues anni '40-'50 con tre vocalist femminili; gli straordinari The Giraffe Men and the Marietta's Sisters dalla Germania, scatenatissimo gruppo garage-psycho-beat a metà strada tra i Cramps e i Flinstones! Presenza sul palco straordinaria, musiche coinvolgenti, frontman delirante perggio di Lux Interior (con indosso soltanto il gonnellino leopardato che si divertiva ad alzare di tanto in tanto mostrandoci il suo equipaggiamento - sul serio! - e si sa che le giraffe hanno il "collo" lungo...).
Haha!
Tra una band e l'altra hanno intrattenuto (rischiando seri problemi cardiaci ai maschietti presenti) le SickGirls con uno show di Burlesque davvero squisito, divertente ed elegante dal sapore dolcemente retro.
Insomma, una serata che ha allietato il nostro spirito abastoriano con tanta musica, birra e belle ragazze.
Ce ne vorrebbero di più di questi eventi!
Trovate documentazione fotografica su Flickr:
Life is live! - un set di foto su Flickr
Il sito del festival:
Shout!
Il siti della band:
Giraffe Men & The Marietta's Sisters
The Diplomats of Solid Sound feat. The Diplomettes
Dome La Muerte & The Diggers
Dingo
Quest'anno (la prima volta che ci sono andato) si esibivano i Dingo, delizioso gruppo garage italiano, elegante e raffinato che sulle sue melodiche tastiere (Farfisone d'ordinanza a norma), ci trascina per mari mossi di squisita retro fascinazione; Dome La Muerte & The Diggers, bravi, né lodi né infamie; The Diplomats of Solid Sounds feat. The Diplomets, tuffo squisitamente retro nel soul-blues anni '40-'50 con tre vocalist femminili; gli straordinari The Giraffe Men and the Marietta's Sisters dalla Germania, scatenatissimo gruppo garage-psycho-beat a metà strada tra i Cramps e i Flinstones! Presenza sul palco straordinaria, musiche coinvolgenti, frontman delirante perggio di Lux Interior (con indosso soltanto il gonnellino leopardato che si divertiva ad alzare di tanto in tanto mostrandoci il suo equipaggiamento - sul serio! - e si sa che le giraffe hanno il "collo" lungo...).
Haha!
Tra una band e l'altra hanno intrattenuto (rischiando seri problemi cardiaci ai maschietti presenti) le SickGirls con uno show di Burlesque davvero squisito, divertente ed elegante dal sapore dolcemente retro.
Insomma, una serata che ha allietato il nostro spirito abastoriano con tanta musica, birra e belle ragazze.
Ce ne vorrebbero di più di questi eventi!
Trovate documentazione fotografica su Flickr:
Life is live! - un set di foto su Flickr
Il sito del festival:
Shout!
Il siti della band:
Giraffe Men & The Marietta's Sisters
The Diplomats of Solid Sound feat. The Diplomettes
Dome La Muerte & The Diggers
Dingo
shakerato da ThePassenger
|29/07/2007 | 17:24 | permalink | appunti di viaggio, consigli abastoriani


Allora, stavolta dovete dirmi:
1. Titolo del film
2. Nome dell'attrice che appare nella scena
3. Da chi è scritta la colonna sonora del film


Per primo cominciamo con un film. Non è facile, lo so, perché è oggetto di culto e di ricerche (insomma: non vi aspetterete che su Abastor vi mettiamo i blockbusteroni - e vi risparmio qualsiasi aggettivo qualificativo - che passano oggi giorno al cinema e coi quali la massa di shampiste e lampadati si ritiene pure esperta di cinema, vero?!), ma così ci si diverte di più.
Allora, dovete sapermi dire:
1. Da quale film sono tratti questi volti in calzamaglia
2. In quale scena appaiono e perché la indossano
3. Chi è il regista che dirige questo film
4. A quale celebra opera letteraria si ispira
Non ci sono premi in palio, ma almeno quando rispondete, non lasciate il commento anonimo!
Per voi tutti fedeli della TBN (la tv religiosa americana che fa più uso di lacca per capelli al mondo)un pippone micidiale di nove minuti e ventiquattro della regina icontrastata del "praising" via cavo: Jan Crouch!

Dal pianto al sollievo del riso, quante emozioni ci da!
Allora, non me ne vogliate... parlerò di una trubute band. Lo so, lo so... le trubute band sono un'epidemia incontrollata da debellare, spesso e volentieri dovute a una pigrizia mentale da parte del pubblico che vuole ascoltare sempre le stesse cose "famose" oppure non ha la voglia di prendersi la briga di andare a vedere gli originali. Ma... gli ABBA vanno oltre il semplice fenomeno delle tribute band e sconfinano nel culto.Così, sono andato a vedermi una delle tribute band degli ABBA, gli AbbaShow di Cessalto (TV). E vabbeh, i sofisti possono anche venirmi a dire che sono trash nell'accezione labranchiana del termine, cioè di imitazione poco riuscita di un modello alto... e anche se fosse? Dico, e anche se fosse? A maggior ragione avrebbero diritto di asilo su Abastor che, se anche rifiuta di venir tacciato di trashofilia settaria, in certi casi limite di "sublime", beh, si lascia trasportare dalla passione.
Ma poi, si potrebbe mai arrivare all'altezza di un modello come gli ABBA? Dico, sarebbe mai possibile giugere ai livelli degli ABBA? Credo proprio di no. Gli ABBA sono un fenomeno inarrivabile e irripetibile nell'intera storia dell'umanità, da Atlantide all'imminente Giudizio Universale, mai più potranno rinascere due donne come Agnetha Fältskog e Anni-Frid Lyngstad e dentro al cuore di ogni autentico abastoriano un posto per gli ABBA c'è sempre.
Gli AbbaShow almeno ci provano e ci riescono anche piuttosto bene. Insomma, dai, diciamolo: sono bravi. OK, le cantanti (Laura e Deborah) non saranno Agnetha e Frida, ma sanno cantare e, scusate s'è poco, sanno tenere su uno show per più di 2 ore (due ore!)! Poi contrariamente ad altri esempi modaioli che mi è capitato di vedere a fare discomusic (e il cui spettacolo è stata una autentica baracconata), gli AbbaShow invece sono degli autentici cultori degli ABBA, li ammirano e li amano e si vede e si sente.
Parliamo dello spettacolo: occhei, non erano gli ABBA veri, ma... da una ventina d'anni a questa parte credo sia un po' improbabile poter vedere un concerto degli ABBA: loro di riformarsi non ci pensano nemmeno e poi perché? Per rischiare di deludere i fan come fanno spesso e volentieri le altre band che si sono riformate negli ultimi anni concedendoci spettacoli penosi? No, gli ABBA sono di tutt'altra stoffa e, lasciatemelo dire, tutt'altra classe. Dunque, dicevamo, non saranno gli ABBA originali, ma lo show degli AbbaShow aveva tutte le carte in regola per piacere.
La mirrorball d'ordinanza c'era, la luminaria sbarluccicante c'era, le lucine effetto "stelline" alle spalle c'erano, gli effetti speciali c'erano (le banconote su Money Money Money, i coriandoli argentati su Dancing Queen, le fiammate finali: grandi!) e c'erano... i costumi! Sì, perché bisogna fare i complimenti per i costumini uguali uguali (oh, ma proprio uguali) a quelli indossati da Agnetha e Frida negli anni '70 nei loro live-show. Non ho tenuto il conto di quanti ne hanno cambiati, ma almeno un 4 o 5 sì.
E la musica? Ah, la musica... per tutte e due le ore hanno saputo sostenere degnamente il loro compito anche dal punto di vista musicale: chitarra, basso, batteria e tastiera riescono a imitare in modo accettabile (anche se un paio di cadute di stile bisogna rimproverargliele) l'orchestrazione orignale. Insomma, se all'inizio si arriva con nelle orecchie (e negli occhi) gli ABBA originali e l'impatto può risultare un po' sconcertante, dopo un po' ci lascia trasportare dalle melodie dannatamente catchy di un repertorio di tutto rispetto e si può ben assaporare l'atmosfera creata dal gruppo.
Vabbeh, meriterebbero altro palco e altra atmosfera per poter godere appieno di ciò che ci possono offrire, ma ci si accontenta... Il tutto era infatti calato nel contesto di una sagra patronale (una qualche Madonna di qualcosa... scusate se non sono informato riguardo le festività che si tengono nella mia cittadina di residenza, ma non mi considero neppure cattolico...), e nonostante questo, beh, riusciva a mantenere la sua dignità e il suo ruolo educativo. Sì, educativo, perché suonare gli ABBA e ri-diffonderli alla gleba incolta, eh, beh, merita la mia stima. E gli AbbShow si vede che non si limitano a suonare gli ABBA per questioni meramente economiche o modaiole, ma che ci credono, conoscono la storia e la vogliono diffondere al popolo.
Insomma, meglio davvero andare a vedersi un bel concerto degli AbbaShow a una sagra patronale che non andare ad annoiarsi facendo i poseur in qualche club fighetto neo-lounge.
E gli ho comprato pure il CD: se lo meritvano.
abbashow.it

Dalla mia collezione di bicchieri per alcoolici il calice del Petrus Menta.
Dentro, ovviamente, non c'è Petrus Menta, perché il Petrus Menta mica ce l'ho (e in sto momento sono sprovvisto anche di Petrus Classico), così dentro c'è la Coca-Cola...
Per vedere la foto "mappata" e sapere cosa c'è sullo sfondo: Calice Petrus Menta su Flickr
Dentro, ovviamente, non c'è Petrus Menta, perché il Petrus Menta mica ce l'ho (e in sto momento sono sprovvisto anche di Petrus Classico), così dentro c'è la Coca-Cola...
Per vedere la foto "mappata" e sapere cosa c'è sullo sfondo: Calice Petrus Menta su Flickr
Scrivo con una settimana di ritardo, del post Pinbull Frunz... non che c'abbia messo una settimana per riprendermi, ma quasi! Insomma, ho avuto la tendinite per tre giorni almeno, datosi che mi hanno dovuto staccare a forza dai flipper alle 4 del mattino (o erano le 3?).
Grande serata.
Mi sono diretto a Bologna nel tardo pomeriggio, beccandomi per di più un vagone con l'aria condizionata guasta, ma non avevo voglia di spostarmi una volta trovato un buon posto prudentemente separato dalla gente.
Arrivato dopo essermi perso per Bologna (stranamente, perché ormai conosco bene la città dato che la frequento da una buona quindicina d'anni), mi reco in via del Pratello per l'incontro con l'ausiliaria abastoriana Malo, e chi ti incontro? Quella vecchia spugna del Dast, illustratore apocalittico vicentino che ho saputo s'è pure sposato (qua, pare, trovino tutti l'anima gemella tranne il sottoscritto... vabbeh, ma questo è un altro discorso apocalittico). Insomma, prima birra della serata in allegra compagnia.
Poi rendez-vous con il Peter Kevin (Piero Cavina, abastoriano sansepolcrista della prima ora), unitosi con il suo amico a me e Malo, si va tutti a scoprire un ristorante dove viene preparato tutto a base di bufalo (una sorta di catena che ha l'aria di setta segreta di adoratori del dio bufalo).
Riunitici con Maura e il buon Antonio finalmente si parte alla volta del Pinbull Frunz. Posto che troviamo non senza qualche difficoltà di orientamento. Arrivati parcheggiamo e ci troviamo davanti qualcosa come una decina di flipper funzionanti e sbarluccicanti che ci chiamano come le sirene di Ulisse, primo giro di flipper propedeutico, un po' per fare la reciproca conoscenza, un po' per sciogliere il ghiaccio... e via di birra: avere a disposizione una spina dove puoi bere a pioggia tutta la birra che riesce a starti in corpo non ha prezzo (a parte i 5 euro all'entrata).
Ancora flipper, ancora birra. Raggiunto il grado alcoolico sufficiente a fare di me un ballerino provetto, ci lanciamo nella discomusic frenetica - un appunto: i dj dovrebbero farsi un'esame di coscienza... quando si mixa non si può saltare di palo in frasca, di genere in genere, mettere una canzone disco e poi mettere quella roba innominabile di Caparozza, siate coerenti, e non si può nemmeno fare tanto gli schizzinosi -, visitiamo l'autobus dismesso posteggiato nel giardino, ancora birra, ancora flipper fino a notte fonda.
Come dicevo, ad un certo punto la Marzia ha dovuto portarmi via quasi a forza, perché il flipper aveva preso possesso della mia anima, un po' come Tommy.
Grande il flipper dei Guns'n'Roses, tamarro al punto giusto, ma cazzo, extradimensionale! Incredibile il flipper dei cowboy - chiedo venia se non posseggo la dovuta conoscenza dei nomi dei modelli, Piero aiutami tu - con doppio flipper supplementare in verticale (increidbile!). Bello anche quello degli alieni e Black Night... Impossibile quello dei Simpson: si perdeva sempre la pallina! Più da guardare che da giocare invece i flipper più vecchi... eh, noi siamo viziati... non c'è più la mezza stagione... i giovani di adesso... si stava meglio quando si stava peggio... ecc.
Insomma, grande serata, da ripetere quanto prima possibile!
Ma una sala dedicata al pinbull in cui giocare tutto l'anno, magari a 3 Km da casa mia, no eh?
Non abbiamo immagini della serata, perché non avevamo voglia di portarci dietro la macchina fotografica.
Tuttavia la Marzia ha scattato un paio di foto inquietanti con il cellulare mentre cercavo di farmi praticare una fellatio da un paperotto meccanico guasto (eh... che peccato, pensate se fosse stato funzionante, che razza di lavoretti faceva!).
Le due immagini sembrano uscire da un thirlling italiano degli anni '70: Non si sevizia così un paperino.
Non le "embeddo" in questo post perché sono devisamente inquietante e non c'entrano molto con il tema del post (i flipper), ma vi fornisco il link: Foto 1 e Foto 2
Grande serata.
Mi sono diretto a Bologna nel tardo pomeriggio, beccandomi per di più un vagone con l'aria condizionata guasta, ma non avevo voglia di spostarmi una volta trovato un buon posto prudentemente separato dalla gente.
Arrivato dopo essermi perso per Bologna (stranamente, perché ormai conosco bene la città dato che la frequento da una buona quindicina d'anni), mi reco in via del Pratello per l'incontro con l'ausiliaria abastoriana Malo, e chi ti incontro? Quella vecchia spugna del Dast, illustratore apocalittico vicentino che ho saputo s'è pure sposato (qua, pare, trovino tutti l'anima gemella tranne il sottoscritto... vabbeh, ma questo è un altro discorso apocalittico). Insomma, prima birra della serata in allegra compagnia.
Poi rendez-vous con il Peter Kevin (Piero Cavina, abastoriano sansepolcrista della prima ora), unitosi con il suo amico a me e Malo, si va tutti a scoprire un ristorante dove viene preparato tutto a base di bufalo (una sorta di catena che ha l'aria di setta segreta di adoratori del dio bufalo).
Riunitici con Maura e il buon Antonio finalmente si parte alla volta del Pinbull Frunz. Posto che troviamo non senza qualche difficoltà di orientamento. Arrivati parcheggiamo e ci troviamo davanti qualcosa come una decina di flipper funzionanti e sbarluccicanti che ci chiamano come le sirene di Ulisse, primo giro di flipper propedeutico, un po' per fare la reciproca conoscenza, un po' per sciogliere il ghiaccio... e via di birra: avere a disposizione una spina dove puoi bere a pioggia tutta la birra che riesce a starti in corpo non ha prezzo (a parte i 5 euro all'entrata).
Ancora flipper, ancora birra. Raggiunto il grado alcoolico sufficiente a fare di me un ballerino provetto, ci lanciamo nella discomusic frenetica - un appunto: i dj dovrebbero farsi un'esame di coscienza... quando si mixa non si può saltare di palo in frasca, di genere in genere, mettere una canzone disco e poi mettere quella roba innominabile di Caparozza, siate coerenti, e non si può nemmeno fare tanto gli schizzinosi -, visitiamo l'autobus dismesso posteggiato nel giardino, ancora birra, ancora flipper fino a notte fonda.
Come dicevo, ad un certo punto la Marzia ha dovuto portarmi via quasi a forza, perché il flipper aveva preso possesso della mia anima, un po' come Tommy.
Grande il flipper dei Guns'n'Roses, tamarro al punto giusto, ma cazzo, extradimensionale! Incredibile il flipper dei cowboy - chiedo venia se non posseggo la dovuta conoscenza dei nomi dei modelli, Piero aiutami tu - con doppio flipper supplementare in verticale (increidbile!). Bello anche quello degli alieni e Black Night... Impossibile quello dei Simpson: si perdeva sempre la pallina! Più da guardare che da giocare invece i flipper più vecchi... eh, noi siamo viziati... non c'è più la mezza stagione... i giovani di adesso... si stava meglio quando si stava peggio... ecc.
Insomma, grande serata, da ripetere quanto prima possibile!
Ma una sala dedicata al pinbull in cui giocare tutto l'anno, magari a 3 Km da casa mia, no eh?
Non abbiamo immagini della serata, perché non avevamo voglia di portarci dietro la macchina fotografica.
Tuttavia la Marzia ha scattato un paio di foto inquietanti con il cellulare mentre cercavo di farmi praticare una fellatio da un paperotto meccanico guasto (eh... che peccato, pensate se fosse stato funzionante, che razza di lavoretti faceva!).
Le due immagini sembrano uscire da un thirlling italiano degli anni '70: Non si sevizia così un paperino.
Non le "embeddo" in questo post perché sono devisamente inquietante e non c'entrano molto con il tema del post (i flipper), ma vi fornisco il link: Foto 1 e Foto 2







