Mi dicono esserci problemi a visualizzare questo blog (pare per colpa del post su Rosanna Rocci) che farebbe crashare il browser. Il fatto che me l'abbiano comunicato via snail mail, anziché elettronicamente è curioso e interessante. E il fatto che nessuno me l'abbia fatto notare prima può indicare solamente due cose:
1) nessuno che legge Abastor Daily usa Explorer.
2) nessuno legge Abastor Daily.
Infatti io, usando Firefox, manco me n'ero accorto. L'ho aperto con IETab (una estensione di Firefox, che serve per visualizzare quelle poche, scorbutiche pagine internet che non si possono aprire con il browser di Mozilla) ed è vero: il browser crasha dando un errore bislacco.
La cosa più semplice sarebbe che io mettessi mano a quel post (probabilmente è per via dei video flv embeddati da YouTube). Troppo facile e troppo comodo per voi. La cosa più intelligente è invece quella che voi cambiate browser e installiate Firefox. Un ottimo browser, decisamente migliore di Explorer, più stabile, versatile e ligio agli standard del web, che è per altro completamente GRATUITO e per tanto non avrete problemi ad installarlo anche sui vostri computer lavorativi (io l'ho installato subito e lo uso soprattutto per lavorarci, grazie ad alcune estensioni, che permettono di utilizzarlo anche come client FTP, tra le altre cose).
Per scaricarvi Firefox, andate qui.
Sappiatemi dire. Ovviamente accetto soltanto commenti positivi del tipo: "cazzo, avevi ragione, ma perché non l'ho fatto prima e mi sono tenuto per anni quella merda di Explorer?".
Dominator

(Anto' abbi pazienza, troverò il tempo per rispondere alle tue lettere!).

Non me ne frega niente di fare la figura dello snob spocchioso, il mio amore per Carosello e ABBA, tra le altre cose, dovrebbe sapervi dimostrare il contrario, ma abitualmente non guardo la TV. Non quella attuale, intendo: non si può più dire neppure che la cosa migliore che si vede in televisione sia la pubblicità... No, davvero, le uniche cose che si possono guardare sono le riprogrammazioni di vecchie trasmissioni o di vecchi film. La Rai è allo sfascio, Mediaset raramente ha saputo soddisfatto il mio palato, a parte la Gialappa's nel momento di maggior splendore - ora in declino da anni, non fa che ripetere la stessa formula collaudata e ha cominciato a stancare -, credo che l'ultima trasmissione saporita sia stata Emilio (vi ricordate Emilio? E Lupo Solitario? E L'Araba Fenice? E Zanzibar? Eh, altri tempi...).

 

Decameron il programma di Daniele Luttazzi
Decameron, il programma di luttazzi
La7 ormai è l'ultima spiaggia in un panorama televisivo desolante (per chi, come me, non ha voglia di prendersi il digitale terrestre e il satellite, contano solo i canali tradizionali via etere), e su questa battigia è finalmente naufragato anche Daniele Luttazzi. A me Daniele Luttazzi piace. È l'unica forma di satira che riesce a divertirmi. Perché la satira di Luttazzi ha quelle qualità peculiari che a quasi tutti gli altri mancano: sa essere spietato, esplicito e avere quella punta di genio che gli consente di essere brillante, oltre che prendersela tanto con la destra quanto con la sinistra, pur parteggiando esplicitamente per quest'ultimo schieramento politico, e, non per ultimo, credo sia ormai l'unico, a parte Beppe Grillo e Sabina Guzzanti, a fare un po' di informazione nella disinformazione dominante. Le altre forme di satira, mancando di questi tre principi vedici fondamentali (spietatezza, esplicito e genialità) riescono soltanto ad annoiare e a risultare patetici. Senza la spietatezza, sopprattutto, si cade nel leccaculismo, e la satira diventa una riverenza nei confronti di chi si sfotte (Bagaglino, Striscia la Notizia, per esempio), o della sua parte contraria (Crozza), o si cade nel patetico tout court (Benigni).

 

Magari potreste pensare, viste le opinioni che ho manifestato riguardo altri fenomeni e visto il mio gusto snob retro e démodè, che a me l'esplicito non piaccia affatto. Au contraire, a me piace l'esplicito, se usato nel modo giusto e nel corretto contesto - non con ostentazione, intendo -, e lo preferisco alle cose dette a metà (il C***O usato al posto del CAZZO) che considero invece una forma di ipocrisia fintamente forbita: o si ha il coraggio di dire le cose per intero o non le si dice affatto, e neppure le si pensa, però: siamo troppo abituati a mascherarci dietro una facciata di perbenismo. La raffinatezza di linguaggio dev'essere accompagnata e preceduta da una raffinatezza di pensiero e di animo, altrimenti è solamente ipocrisia, ed è più ammirabile, piuttosto, l'onestà dell'essere esplicito, che non la mediocrità dell'ipocrisia.

Luttazzi a tal proposito ci fa brillantemente riflettere sulla differenza che c'è tra esplicito e volgarità. Arguta precisazione che riassume perfetamente il mio pensiero a proposito di questo e di altri argomenti. La sua comicità infatti non è volgare ma esplicita. Volgare, semmai, lo è una certa comicità grossolana, stupida (vabbeh, lo so, è come sparare sulla Croce Rossa, ma l'esempio che mi viene in mente sono i film dei Vanzina), che sa esserlo senza neppure il bisogno di essere esplicita. Anzi, la volgarità spesso non è esplicita perché propria del modo di essere, ampiamente diffuso nella nostra penisola, del parvenu, l'arricchito in fretta e senza cultura, che crede che l'evitare un linguaggio esplicito basti a far di sé una persona raffinata, rimanendo, invece, soltanto un gretto volgarotto ignorante che non ha neppure il pregio della franchezza data dall'essere esplicito. Volgari sono poi i giornalisti che fanno da lacché ai politici, volgari sono le celebrità che pur di attirare su di sé l'attenzione dei media rivelano particolari scabrosi della propria esistenza, volgare è la morbosità di giornali e telegiornali attorno a fatti di cronaca particolarmente truculenti, volgare è questa ipocrisia che continua a scandalizzarsi per pene esposto o per due capezzoli strizzati in un videoclip, anziché per disonestà, raggiri, corruzione... e bla, bla, bla, questo discorso è perfino troppo scontato, che ve lo faccio a fare?

Applicabile a questo postulato è anche la fotografia erotica. Una visione superficiale (e, detto francamente, anche noiosamente perbenista) tende a considerare sommariamente pornografico tutto quanto sia esplicito ed erotico tutto quanto sia, invece, suggerito, sfiorato, sussurrato, sottinteso. Errore enorme che si rifà alla stessa matrice approssimativa sopra esposta: la differenza tra pornografia ed erotismo non sta nell'essere o meno esplicita, ma nel gusto con la quale la si confeziona. La pornografia infatti non è solo esplicita, ma è anche volgare, ha intenti puramente commerciali e tende a soddisfare esigenze di utenti sostanzialmente di "bocca buona" (ma anche dire questo è piuttosto impreciso, poiché esistono molteplici livelli di pornografia e differenti modi di usufruirne da parte di utenti più o meno raffinati): in sintesi mostrare un bel po' di carnazza, senza andare troppo per il sottile, soddisfare in fretta ogni variante erotica nel modo più immediato e senza troppa attenzione a qualità e lato artistico dell'immagine proposta. In ogni caso non intendo esprimere una condanna - cosa troppo facile - nei confonti della pornografia, che rimane comunque una scelta migliore della vocazione religiosa!

June Palmer ritratta da Harrison Marks
June Palmer fotografata da Harrison Marks

Sull'altro versante, la fotografia erotica, può anche tranquillamente essere molto esplicita, senza per questo essere annoverabile tra la pornografia. Facciamo un esempio: Robert Mapplethorpe ha ritratto senza tante parafrasi dei cazzi in erezione: avreste il coraggio di definire la sua pornografia? No, infatti la sua è autentica arte e non vedo alcunché di volgare nelle sue rappresentazioni esplicite di organi genitali. E non è il solo. Negli ultimi anni, anche grazie a Internet, si è affacciata sulla scena tutta una pletora di nuovi fotografi, soprattutto fetish, in cui l'esplicito non corrisponde affatto a pornografia. Mi è capitato di imbattermi, con mio grande stupore, in un lapidario giudizio che definiva pornografica anche una immagine di June Palmer scattata dal grande Harrison Marks, semplicemente perché ne mostrava l'intero corpo nudo senza alcun velo. Ora, come si fa a considerare le immagini retro di Harrison Marks pornografia? Trovo un simile giudizio di un'ottusità impressionante.

Ora, l'ottusità spesso condanna anche Luttazzi bollandolo di volgarità, faziosità, e bla bla bla... Luttazzi invece conduce il suo programma con arguta genialità, con pungente sarcasmo, con linguaggio esplicito e diretto, cogliendo perfettamente il bersaglio: la sua trasmissione è una boccata di aria fresca in un panorama televisivo altrimenti asfittico, mortalmente noioso, che con la sua piattezza e ipocrisia condanna i telespettatori alla lobotomia (ho fatto pure la rima).


La 7 tutti i sabati alle 23.30. Guardatelo, vi farà bene.
Decameron di Daniele Luttazzi - Il programma di intrattenimento di La7

Di recente sono stato in Germania, nel Land del Nordrhein/Westfalen (ai confini con l'Olanda) per una mini vacanza di quattro giorni assieme ad un manipolo di prodi trevisani. La gitarella fuori porta ha offerto diversi momenti di svago e interesse culturale abastoriano, di degustazione della cucina locale, della buona birra e di abbondanti prime colazioni ricche di affettati, frittatone, salumi, formaggi, burro, marmellate e abbondante caffé...

Un giorno siamo poi espatriati in Olanda e a Nijmegen ho trovato alcuni DVD del Doctor Who (del 4° Dottore, cioè Tom Baker, il più celebre e di cui sono arrivati alcuni episodi in Italia nei primi anni '80), purtroppo sottotitolati solo in olandese, ma vabbeh, almeno l'audio è in inglese. Oh, a proposito, ma lo sapevate voi che il pianeta Gallifrey, il pianeta natale del Dottore, nella più recente serie è stato distrutto dai Daleks e dai Cybermen alleati? Notizia sconvolgente, nevvero?

Sabato 3/11, eravamo in quel di Köln, dove ci siamo sorbiti una penosa esibizione live di Siouxsie, non più con i Banshees, su cui preferisco sopravvolare (ne abbiamo già discusso nella mailing list), vi basti sapere che la performance non solo non mi è piaciuta, ma mi è proprio andata di traverso, per di più il prezzo del biglietto assai esoso per i miei standard, e maggiorato degli oneri, era ingiustificato per il magazzino nel quale siamo stati stipati in mezzo al fumo di sigaretta, al caldo e ai soliti pagliacci gotici in maschera di carnevale (oh, io certe baracconate non le digerisco più).

Ci siamo anche prodotti in alcune "molestie" alle statue locali di Kevalaer e Kleeve, che andranno presto a incrementare i nostri già numerosi contributi al sito Statues Molester. Oltre a tutto ciò, ci siamo naturalmente attaccati alla TV per il poco tempo passato in albergo e abbiamo avuto così modo di scoprire nuove star locali degne d'attenzione. Venerdì sera, per esempio, ci siamo dovuti dividere tra ben 3 trasmissioni di musica Schlager, con un particolare picco di interesse nei confronti di una (per noi) sconosciuta star italiana che di nome fa Rosanna Rocci. In puro stile "deutschliano" (tedesco+italiano), già adoperato da innumerevoli altri cantanti meticci di origini latine, costei cantava una canzone che ci ha subito catturato e che è divenuta il leit motiv della nostra vacanza: È pericoloso, anzi E pericoloso, senza accento.

Da una veloce ricognizione su Internet, vedo che la nostra di cose del genere ne ha fatte a bizzeffe fin dai primi anni '90, producendosi persino nel brano Felicità ("Felicita - Dein vertrauen zu spüren dich zu berühren heißt Felicita/Und wenn auch wir verlieren alles riskieren heißt Felicita..."), il medesimo cantato da Al Bano e Romina e del quale esiste già comunque una versione germanica Schlager degli anni '80. In questa occasione la vediamo in coppia con Michael Morgan, altro divo Schlager dei nostri giorni, ma a me come immagino a voi del tutto sconosciuto... Ha cantato poi Gli occhi miei, celebre hit degli anni '60 cantato da Dino e da Wilma Goich e ripreso da Tom Jones che lo coverizzò con il titolo di Help Yourself.

Di Rosanna Rocci vi potete andare a vedere il suo bel sito personale dove sono reperibili dei preascolti dei suoi successi, altrimenti qualcosa è reperibile anche su YouTube. Purtroppo non c'è il video di E pericoloso, tuttavia voglio farvi vedere e ascoltare quest'altra hit da brivido, Arrivederci Hans, con la quale potrete saltare intonandone il ritornello! Poi è senz'altro esemplificativa della commistione che si sta operando oggigiorno in Germania tra Schlager e Dance: molti sono i brani, vecchi o nuovi, che vengono mixati appositamente per essere ballati in discoteca, vedi lo stesso Heino di cui esistono numerosi remix o personaggi come Anton/Antonia Aus Tyrol che in compagnia di DJ Ötzi ha sfornato una gustosa hit Techno-Tirolese!

Ho trovato anche un video un po' vecchiotto, probabilmente dei primi anni '90, forse una delle hit disco che l'hanno lanciata... La cosa non mi meraviglierebbe: probabilmente dato il successo ottenuto con canzoni che contenessero una frase o una parola in italiano, ha improntato la sua intera carriera su questo stile... sai ai tedeschi piacciono queste cose! Vi lascio infine con un video bucolico girato sulla neve in uno stile ibrido a metà strada tra Heino e gli ABBA... so già che voi tutti vorreste essere con lei su quel gatto delle nevi a godervi la vacanza mitteleuropea con la speranza di farvi riscaldare nelle notti invernali dalla bella Rosanna, ma attenti perché... E pericoloso!

Rosanna Rocci Arrivederci Hans!

Rosanna Rocci Perche no

Rosanna Rocci Du Passt So Gut Zu Mir

Potrete godervi gli altri video di Rosanna Rocci su YouTube, andate tranquilli: con Rosanna Rocci 'ndo coji, caschi semrpe bene!
Il sito ufficiale: Rosanna Rocci