Lo sapete: noi di Abastor siamo dei colti bibliofili, dei raffinati intellettuali, che amano circondarsi delle più alte opere del pensiero umano. La ragione, la filosofia, la poesia, sulle quali disquisiamo riuniti amabilmente in qualche cenacolo di raffinati pensatori, sono il nostro pane quotidiano e tra i tanti tomi su quali amiamo dibattere nel tentativo di interpretarne lo spesso oscuro significato, se ne aggiunge oggi uno nuovo: questo Di qua e di là del 1968, scritto da Adriana Guissani e illustrato da Dave Chambers.
Sono tempi difficili quelli in cui stiamo vivendo, tempi in cui tutto è confuso, tutto è torbido e ingannevole, nella vita quotidiana così come nella vita astratta, cioè in politica. C'è grossa crisi, nessuno sa più quando stiamo andando su questa Terra, nessuno sa più quando stiamo facendo su questa Terra... un libro come Di qua e di là, ci può così essere di valido aiuto per fare chiarezza. Questo volume, infatti, è pensato per aiutarci a distinguere... la DESTRA dalla SINISTRA! Certo, può essere molto difficile farlo, ma mettendosi di impegno ci si può anche riuscire.
Il libro usa la metafora della storiella puerile, per trasmetterci alti insegnamenti e persino la tecnica del gioco (un tracciato scavato nella copertina da seguire con un piolo rosso), può risultare utile: "Il gioco riprodotto sul retro di copertina insegnerà al bambino a distinguere la sinistra dalla destra." Nella trama ci viene narrata la storia di Ciccio, che perde il suo cane al Luna Park. Per ritrovarlo chiede indicazioni ai vari personaggi bizzarri che incontra sul suo cammino. Ma dietro a una simile operazione editoriale, per mano dei tipi Mondadori, notoriamente allora come ora subdolo covo di comunisti, si nasconde però una infida operazione di propaganda subliminale dei rossi nei confrondi dei più piccoli!
E questo è chiaro fin dalla prima pagina, dove il bambino, per saper distinguere la sinistra dalla destra, deve porre una fascetta rossa sul polso sinistro, ignorando invece il polso destro... Ma altri sottili allusioni, vogliono indurre il bambino a preferire la sinistra alla destra, esaminiamoli dettagliatamente.
Fin da principio alla destra vengono associate idee di insicurezza e di pericolo. Nel testo in rima, possiamo infatti leggere: "Vai diritto dove vedi/lo zucchero filato,/poi a DESTRA finché trovi/un uomo tatuato." L'uomo tatuato e il tatuaggio, allora non erano sinonimo di primitivo moderno (un selvaggio che beve il Cynar in un guscio di noce di cocco, mentre i bonghi in sottofondo ritmano Burt Bacharach?), di alternativo e di figo, bensì di galeotto, quindi persona infida e pericolosa. Ancora "Diritto in fondo al parco/c'è il pavone più bello./Vai a DESTRA, prendi un tunnel,/e lì trovi un cancello.", qui adirittura due sono i simboli negativi che vengono associati alla destra: il tunnel, simbolo di oscurantismo e di occulto, e il cancello, le inferriate, simbolo di sbarramento e segregazione! Mentre con "Volta subito a DESTRA: c'è Ugo lo scimmione.", non penso servano commenti...
Al contempo alla sinistra vengono associate idee di sicurezza e di salvezza: "Vai diritto poi prendi sulla SINISTRA, figlio! Poi a SINISTRA riprova/e lì c'è il trovaroba.", oppure: "Giunto al crocicchio e subito/imboccato a SINISTRA/c'è un grande padiglione/con un cartello in vista./Dice "Oggetti smarriti"." Il significato è ovvio: il trovaroba, cioè la salvezza in tempo di smarrimento, sta solo a sinistra. "A SINISTRA fa Ugo, non ce ne sono tante di bestiole così, prova dall'elefante.", ancora a sinistra troviamo un animale bonario, che trasmette sicurezza e simpatia: l'elefante. Infine: "A SINISTRA va Ciccio/più veloce che può/e dietro a quei palloni/sapete chi trovò?", ovviamente il suo cane, metafora: la salvezza, la soluzione dei tuoi problemi sta a sinistra!
Insomma, un libro fantastico, utile e divertente al giorno nostro come nel '68, che ci può aiutare a districarci in questa complicata classificazione, che oggidì risulta ormai ardua e pressoché vana da formulare.
Sono tempi difficili quelli in cui stiamo vivendo, tempi in cui tutto è confuso, tutto è torbido e ingannevole, nella vita quotidiana così come nella vita astratta, cioè in politica. C'è grossa crisi, nessuno sa più quando stiamo andando su questa Terra, nessuno sa più quando stiamo facendo su questa Terra... un libro come Di qua e di là, ci può così essere di valido aiuto per fare chiarezza. Questo volume, infatti, è pensato per aiutarci a distinguere... la DESTRA dalla SINISTRA! Certo, può essere molto difficile farlo, ma mettendosi di impegno ci si può anche riuscire.
La copertina del libro Di qua e di là
E questo è chiaro fin dalla prima pagina, dove il bambino, per saper distinguere la sinistra dalla destra, deve porre una fascetta rossa sul polso sinistro, ignorando invece il polso destro... Ma altri sottili allusioni, vogliono indurre il bambino a preferire la sinistra alla destra, esaminiamoli dettagliatamente.
Fin da principio alla destra vengono associate idee di insicurezza e di pericolo. Nel testo in rima, possiamo infatti leggere: "Vai diritto dove vedi/lo zucchero filato,/poi a DESTRA finché trovi/un uomo tatuato." L'uomo tatuato e il tatuaggio, allora non erano sinonimo di primitivo moderno (un selvaggio che beve il Cynar in un guscio di noce di cocco, mentre i bonghi in sottofondo ritmano Burt Bacharach?), di alternativo e di figo, bensì di galeotto, quindi persona infida e pericolosa. Ancora "Diritto in fondo al parco/c'è il pavone più bello./Vai a DESTRA, prendi un tunnel,/e lì trovi un cancello.", qui adirittura due sono i simboli negativi che vengono associati alla destra: il tunnel, simbolo di oscurantismo e di occulto, e il cancello, le inferriate, simbolo di sbarramento e segregazione! Mentre con "Volta subito a DESTRA: c'è Ugo lo scimmione.", non penso servano commenti...
Al contempo alla sinistra vengono associate idee di sicurezza e di salvezza: "Vai diritto poi prendi sulla SINISTRA, figlio! Poi a SINISTRA riprova/e lì c'è il trovaroba.", oppure: "Giunto al crocicchio e subito/imboccato a SINISTRA/c'è un grande padiglione/con un cartello in vista./Dice "Oggetti smarriti"." Il significato è ovvio: il trovaroba, cioè la salvezza in tempo di smarrimento, sta solo a sinistra. "A SINISTRA fa Ugo, non ce ne sono tante di bestiole così, prova dall'elefante.", ancora a sinistra troviamo un animale bonario, che trasmette sicurezza e simpatia: l'elefante. Infine: "A SINISTRA va Ciccio/più veloce che può/e dietro a quei palloni/sapete chi trovò?", ovviamente il suo cane, metafora: la salvezza, la soluzione dei tuoi problemi sta a sinistra!
Insomma, un libro fantastico, utile e divertente al giorno nostro come nel '68, che ci può aiutare a districarci in questa complicata classificazione, che oggidì risulta ormai ardua e pressoché vana da formulare.
Io lo so che in questo periodo non vi sto dando tante soddisfazioni abastoriane... come dire: sto latitando! Ma che ci volete fare? Nel poco tempo libero che mi rimane, una volta finito il lavoro e lo studio, ho voglia soltanto di rilassarmi e di mettermi davanti alla TV a guardarmi i miei bei DVD di CAROSELLO usciti in edicola con L'Espresso in 4 volumi. Magari accompagnandoli con un buon bicchierino di Cynar o con una passata di Brillantina Linetti tra i capelli (oh, ma quanto cazzo di pubblicità le sto facendo? dovrebbero regalarmene una fornitura per un anno!). E vabbeh. Portate pazienza.
Sono tanti i dischi che ho inscatolati e che potrei tirar fuori dal mio cilindro magico, ma poi alla fine ritorno sempre sugli stessi... eh, sto diventando abitudinario, ma non solo, è anche che ad alcuni di essi sono particolarmente affezionato: Miguel son mi oppure When all else fails di Der Blutharsch, sono dischi che ascolto e riascolto senza stancarmene. Tra questi microsolchi c'è anche Ragazzina di Luca D'Ammonio. A mio avviso un autentico capolavoro, che ho scoperto, per caso, nella compilation de Il Ruggito del Coniglio (oh, ma si trova sta compilation?!) fattami ascoltare dal sommo Papa di Mondo Bizzarro non meno di un paio di lustri fa.
Ci sono ancora dischi di quella compilation che non sono mai riuscito a scorgerne il vinile neanche di sfuggita (tra i miei top wanted, il 45 giri di Renata Mauro Parigi o cara, ma di quello, almeno l'ombra su eBay sono riuscito a vederla!), ma di Ragazzina di Luca D'Ammonio riuscii a rinvenirne il microsolco già un bel po' d'annetti fa. Per fortuna.
Vogliamo parlare di questa canzone? Credo di averne scritto abbastanza su Abastor Oddzine, non mi sembra il caso di ritornarci ancora... vi fornisco invece il testo, degno dell'opera d'arte quale questo disco rappresenta. A tratti parlato a tratti cantato (ma solo per il ritornello), la storia è quella del filibustiere che s'è inventato chissà quale storia per portarsi a letto la bella amichetta: una compagna di liceo alle prime esperienze, che ancora non aveva maturato un sistema immunitario per difendersi dai furbacchioni, e ora la scarica in modo subdolo e anche un po' banale.
Il tipico latin lover smanioso di aggiungere alla sua ricca collezione di conquiste anche questa innocente creatura che ora piange lacrimoni amari, di quelli, insomma, che sanno inventarsi le storie più inverosimili rendendole credibili pur di raggiungere i loro scopi: basti ricordare, una per tutte, quella dello sperma che fa bene alla pelle... ah, ragazze, credevate che fosse vero? Hehe...
Luca D'Ammonio Ragazzina
(Daiano - L. Bornice - F. Chiaravalle)
Disco Più DP 21006
1977
[Parlato]
No cucciolo mio, non piangere, non fare così,
guarda come sei buffa, hai tutto il trucco che ti cola giù dagli occhi,
mi sembri un salice piangente!
Dai cucciolo non piangere così, se no mi metto a piangere pure io...
Guarda preferisco che tu mi mandi a quel paese, che tu mi gridi
in faccia cge sono uno scoppiato, un gasato, un montato, uno...
beh, lasciamo perdere, ma non dire che ho giocato con te come tu fossi una bambola.
[Cantato]
Ragazzina, non sei più una bambina
c'è una lacrima che trema sui tuoi occhioni blu
domattina vedrai più serena sarai,
per amore non si muore mai...
[Parlato]
Amore... non piangere più, mi sta venendo un nodo alla gola...
Alza gli occhi, vedrai che domattina ti sveglierai
e ti accorgerai che la vita va avanti come prima...
Accenderai la radio e sentirai la nostra canzone in classifica
e non stare lì mezza nuda davanti alla finestra,
mettiti il tuo maglione... come sei bella... sei uno sballo!
No, dai, non piangere più, angiolino mio... è così difficile dirsi addio...
è così difficile dirti addio
[Cantato]
Ragazzina, non sei più una bambina
c'è una lacrima che trema sui tuoi occhioni blu
domattina vedrai più serena sarai,
per amore non si muore mai...
Ah, se volete ascoltarla, ho visto che l'hanno messa su YouTube: Luca D'Ammonio - Ragazzina (1977)
Sono tanti i dischi che ho inscatolati e che potrei tirar fuori dal mio cilindro magico, ma poi alla fine ritorno sempre sugli stessi... eh, sto diventando abitudinario, ma non solo, è anche che ad alcuni di essi sono particolarmente affezionato: Miguel son mi oppure When all else fails di Der Blutharsch, sono dischi che ascolto e riascolto senza stancarmene. Tra questi microsolchi c'è anche Ragazzina di Luca D'Ammonio. A mio avviso un autentico capolavoro, che ho scoperto, per caso, nella compilation de Il Ruggito del Coniglio (oh, ma si trova sta compilation?!) fattami ascoltare dal sommo Papa di Mondo Bizzarro non meno di un paio di lustri fa.Ci sono ancora dischi di quella compilation che non sono mai riuscito a scorgerne il vinile neanche di sfuggita (tra i miei top wanted, il 45 giri di Renata Mauro Parigi o cara, ma di quello, almeno l'ombra su eBay sono riuscito a vederla!), ma di Ragazzina di Luca D'Ammonio riuscii a rinvenirne il microsolco già un bel po' d'annetti fa. Per fortuna.
Vogliamo parlare di questa canzone? Credo di averne scritto abbastanza su Abastor Oddzine, non mi sembra il caso di ritornarci ancora... vi fornisco invece il testo, degno dell'opera d'arte quale questo disco rappresenta. A tratti parlato a tratti cantato (ma solo per il ritornello), la storia è quella del filibustiere che s'è inventato chissà quale storia per portarsi a letto la bella amichetta: una compagna di liceo alle prime esperienze, che ancora non aveva maturato un sistema immunitario per difendersi dai furbacchioni, e ora la scarica in modo subdolo e anche un po' banale.
Il tipico latin lover smanioso di aggiungere alla sua ricca collezione di conquiste anche questa innocente creatura che ora piange lacrimoni amari, di quelli, insomma, che sanno inventarsi le storie più inverosimili rendendole credibili pur di raggiungere i loro scopi: basti ricordare, una per tutte, quella dello sperma che fa bene alla pelle... ah, ragazze, credevate che fosse vero? Hehe...
Luca D'Ammonio Ragazzina
(Daiano - L. Bornice - F. Chiaravalle)
Disco Più DP 21006
1977
[Parlato]
No cucciolo mio, non piangere, non fare così,
guarda come sei buffa, hai tutto il trucco che ti cola giù dagli occhi,
mi sembri un salice piangente!
Dai cucciolo non piangere così, se no mi metto a piangere pure io...
Guarda preferisco che tu mi mandi a quel paese, che tu mi gridi
in faccia cge sono uno scoppiato, un gasato, un montato, uno...
beh, lasciamo perdere, ma non dire che ho giocato con te come tu fossi una bambola.
[Cantato]
Ragazzina, non sei più una bambina
c'è una lacrima che trema sui tuoi occhioni blu
domattina vedrai più serena sarai,
per amore non si muore mai...
[Parlato]
Amore... non piangere più, mi sta venendo un nodo alla gola...
Alza gli occhi, vedrai che domattina ti sveglierai
e ti accorgerai che la vita va avanti come prima...
Accenderai la radio e sentirai la nostra canzone in classifica
e non stare lì mezza nuda davanti alla finestra,
mettiti il tuo maglione... come sei bella... sei uno sballo!
No, dai, non piangere più, angiolino mio... è così difficile dirsi addio...
è così difficile dirti addio
[Cantato]
Ragazzina, non sei più una bambina
c'è una lacrima che trema sui tuoi occhioni blu
domattina vedrai più serena sarai,
per amore non si muore mai...
Ah, se volete ascoltarla, ho visto che l'hanno messa su YouTube: Luca D'Ammonio - Ragazzina (1977)





