Lux InteriorÈ vero che da un po' di tempo a questa parte sto trascurando Abastor Daily, è vero che ho un po' tirato i remi in barca e mi do meno da fare per diffondere il verbo abastoriano. Tra le tante ragioni che mi spingono a trascurare il nostro oddlog démodé c'è senz'altro quella che Splinder negli ultimi mesi sembra stia andando a rotoli.
Per dire: tempo fa pubblicai un post su di un bel disco di Franca Valeri che ho avuto la fortuna di trovare e dopo aver tanto faticato a comporre il post bellino e carino, lo pubblico e su Abastor Daily non c'è. Dove diavolo è finito? Ne sapete qualcosa? Lo avete visto? Io no.
E così, siccome scrivere per niente e lavorare tanto per poi perdere il lavoro non è il tipo di piacere che ho in mente, preferisco stare in silenzio, guardarmi qualche film o lavorare per Abastor Oddzine o per Classix!.
Altro motivo che mi spinge a disertare il blog, è che in questi ultimi tempi dovrei scrivere solo necrologi: ma che sta succedendo? Prima Bettie Page, poi Mino Reitano, ancora Patrick McGoohan ("Il Prigioniero"), Hans Beck (il creatore dei Playmobil), Yma Sumac e ora anche Lux Interior, il leader dell'ultima grande vera band rock, The Cramps.
OK, c'è del personale favoritismo: quand'ero un ragazzino mi ero persino scritto "Cramps" sul chiodo, e Gravest Hits era l'unico disco in grado di ipnotizzarmi, con le sue distorte visioni horror-psycho-apocalittiche, ma è proprio vero: gli dei se ne vanno... che senso ha un mondo senza più Bettie Page e Lux Interior?