È del tutto casuale che i Gatti di Vicolo Miracoli compaiano su Abastor Daily in concomitanza alla loro rentré: fonti attendibili mi informano essere Milano tappezzata di manifesti che li ritraggono in occasione della prima data del loro tour di spettacoli (o forse si tratta di un'unica apparizione?) alla festa del Popolo Delle Libertà... Mi sono semplicemente ricordato di possedere un loro disco, I Gatti di Vicolo Miracoli del 1972 e ne volevo condividere la delicatezza con gli abastoriani. A dirla tutta c'è stato un tempo in cui possedevo altri due loro LP: In caduta libera del 1977 e il successivo I Gatti di Vicolo Miracoli (come si fa a produrre due album omonimi? Mah...) del 1979, ma li ho entrambi ceduti da tempo.
Questo disco non è in realtà la prima stampa su etichetta Variety - una sussidiaria sgaggia della Ri-Fi dedicata al cabaret - ma una ristampa in economica per la Ri-Fi - Penny del 1978, pubblicata cioè nel momento in cui i Gatti stavano riscuotendo un certo successo legato alla loro partecipazione alla trasmissione televisiva Non Stop e significativo è il disegno in copetina rappresentante quattro gatti, quando, invece, all'epoca della registrazione del disco erano in cinque: Gazzola, la Mallory, Smaila, Calà e Salerno
Sui Gatti di Vicolo Miracoli infatti c'è da fare una doverosa considerazione: i Gatti di Vicolo Miracoli degli inizi, cioè di questo LP e del successivo, non sono i Gatti di Vicolo Miracoli che abbiamo avuto modo di conoscere tra televisione e cinema. Già all'epoca di Non Stop la formazione era cambiata, entrando Franco Oppini e andandosene Gianandrea Gazzola e la bella Spray Mallory (o Mallaby, a seconda delle fonti). La differenza tra le due formazioni è radicale, non tanto per la presenza di Franco Oppini, che non influenzò particolarmente lo stile del gruppo ed era già era entrato ed uscito dalla formazione in precedenza, né per la presenza della delicata voce femminile della Mallory, che ingentiliva senza dubbio lo stile del gruppo, quanto soprattutto per la separazione dai Gatti di Gianandrea Gazzola. Gazzola, infatti, è l'autore di tutte le canzoni di questo disco, solo in parte assieme a Umberto Smaila.
Si può parlare così di due diversi e ben distinti Gatti di Vicolo Miracoli: quelli di Gazzola e quelli di Smaila (anche se, nella seconda formazione, autori di brani musicali e sketch saranno i quattro assieme), la cui differenza è paragonabile a quella che c'è tra i Damned punk di Captain Sensible e quelli dark di Dave Vanian (tanto amo i primi quanto schifo i secondi). Uno stile cabarettistico, molto più gustoso e raffinato, quello di Gazzola, con punte di velato romanticismo (che possiamo ritrovare in questo album in brani come Michelino o L'ultimo fiore, del quale per altro esiste traccia video su YouTube), sbragato e a tratti anche, bisogna dirlo, un po' scemotto, quello dei Gatti nella formazione a quattro.
Questo album ce ne restituisce la freschezza, l'originalità e la vivacità, con canzoncine da café chantant dal sapore retro, come Donna Teresa o la sbarazzina Sporcami la coscienza Pamela. Una satira amara - quella vera e che sa far riflettere, non quella che viene appellatta oggidì in siffatta maniera, ma che satira non è - la possiamo ritrovare nella canzone 2 milioni di Marchi, mentre una comincità dalla sardonica verve nelle splendide Storia di un lavoratore che rimane vittima delle disgrazie più cattive.. e Il barone Cefalù ("il barone Cefalù, relegato all'isola di Ponza, con un giunco di bambù, titillava le mosche sulla panza").
Chiude Il piccolo naviglio, divertente e ironica, con punte d'irriverente satira, storia dell'unità d'Italia che arriva fino agli anni '60 del novecento (si conclude con il disastro del Vajont del 1963), a cui partecipa tutto il gruppo, alternandosi abilmente nelle varie parti e che i Gatti ripresero sei anni più tardi in televisione (è possibile vederne una versione nella seconda serie di Non Stop, se non erro del 1979). Brillante e spumoso stile cabarettistico che si può gustare anche nello sketch La famiglia dei Gobbon, presente anch'esso su YouTube.
Insomma, un gioiello perduto che vale la pena riscoprire.
I Gatti di Vicolo Miracoli I Gatti di Vicolo Miracoli
LP, Ri-Fi - Penny REL ST 19369, 1978.





