L’idea di un remake di Quel treno per Yuma non mi fa impazzire. Del resto fatico a sopportare l’idea di rifacimento in sé, se non come modo di vedere come altre culture possono filtrare certi stimoli. Senza contare che il confronto tra l’originale e il remake in questione parte già impari: adoro Glenn Ford da quando vidi in veste canagliesca e strapazzata in Gilda; mentre Russel Crowe, per dirla con Gassman/Bruno Cortona, «lo metto tra le tombe etrusche e il monte Fumaiolo», lo piglierei a cazzotti, se solo non lo facesse prima lui. Così, per farla breve, eviterò con cura il nuovo Quel treno per Yuma. Mi piace ricordare il film di Daves, il tema dei titoli di testa e, di quest’ultimo, la delirante versione che ne fecero Pozzetto e Celentano in quel commovente avanzo di anni ’80 che è Lui è peggio di me. Ve li riporto entrambi, con amore, qui sotto.
Si chiama guilty pleasure, ed è una meraviglia. Si tratta, in sostanza, della dolce sensazione di piacere misto a colpevolezza che si prova a godere di qualcosa che, in genere, è ritenuto sgradevole o disdicevole. Il critico cinematografico trombone che ride con i film di Bombolo e Cannavale. Quello televisivo che si sganascia con i programmi di Pingitore. Potremmo fare esempi più elevati, ma è meglio fermarsi qui.
Con tutta probabilità, questo guilty pleasure l’ha inventato un cattolico, perché a noi piace un sacco nascere con il peso del senso di colpa e, nel contempo, sapere che qualcuno perdonerà le nostre debolezze (sempre che, prima, le si vada a riferire ad un tizio vestito di nero).
Sta di fatto che ieri, in tv, ho visto Quel mostro di suocera. D’accordo, il film è poca cosa, niente più di una commediola prevedibile, per quanto ritmata. Eppure, come resistere alla tentazione di passare 90 minuti a guardare la magnifica Jane Fonda che, in modo travolgente, vessa, piglia a schiaffi e sotterra (anche artisticamente) quella mezza calzetta di Jennifer Lopez.
Con tutta probabilità, questo guilty pleasure l’ha inventato un cattolico, perché a noi piace un sacco nascere con il peso del senso di colpa e, nel contempo, sapere che qualcuno perdonerà le nostre debolezze (sempre che, prima, le si vada a riferire ad un tizio vestito di nero).
Sta di fatto che ieri, in tv, ho visto Quel mostro di suocera. D’accordo, il film è poca cosa, niente più di una commediola prevedibile, per quanto ritmata. Eppure, come resistere alla tentazione di passare 90 minuti a guardare la magnifica Jane Fonda che, in modo travolgente, vessa, piglia a schiaffi e sotterra (anche artisticamente) quella mezza calzetta di Jennifer Lopez.
Mi sento un po’ in colpa perché avrei potuto rivedere per l’ennesima volta Il grido di Antonioni. Ma so che qualcuno mi perdonerà. Tanto per essere sicuro, l’ho detto subito a The Passenger, ovvero il signor Abastor. Del resto lui è sempre vestito di nero.
Per voi tutti fedeli della TBN (la tv religiosa americana che fa più uso di lacca per capelli al mondo)un pippone micidiale di nove minuti e ventiquattro della regina icontrastata del "praising" via cavo: Jan Crouch!

Dal pianto al sollievo del riso, quante emozioni ci da!
Ebbene sì, diciamolo: Christina Aguilera per un certo periodo è stata applaudita dal raffinato consesso Abastoriano. Com’era irresistibile nel suo periodo “Dirrrrrrrrty” di qualche anno fa….così inaudita e senza ritegno, quando lercia di grasso nei suoi video si sbatteva nei ring giù nelle fogne simulando cumshots con le bottigliette dell’acqua, o quando faceva la coatta aizzatrice di gang stradaiole in braghette viola e pedalini bianchi, o quando presentatrice agli MTV Music Awards si mostrò con la faccia e il corpo coperti di 10 cm di terra e nelle mise più luride e sfrontate. Beh, tutto questo adesso è solo un ricordo, le regole del pop si sa, impongono un ricambio continuo di look e stile così la nostra si è buttata sul più glamouroso vintage, rielaborando il boogie-woogie anni 40 ed uscendosene con questo catchy singolo “Candy Man” che è già diventato un discreto tormentone (se viene ripreso dagli spot della Tim e dagli stacchetti di Striscia la Notizia allora non c’è scampo!). Certo, un tempo quei boys dell’esercito anziché intonare “Tarzan and Jane were swingin' on a vine…. Sippin' from a bottle of vodka double wine” , sarebbero piuttosto partiti con un bel coretto “Ollellè, ollallà….faccela vedè, faccela toccà!” ma, nostalgie di vecchie porcate aguileresche a parte, il video qui è sufficientemente cheesy da risultare acchiappante e la citazione alle pin up anni 40 (Betty Grable!) è alquanto apprezzabile. Sull’idea della “triplicazione” di Tina in versione rossa, bionda e bruna ci sarebbe poi da ragionare…
….Difatti non può assolutamente sfuggire ad alcun Abastoriano che si rispetti che l’ispirazione sia venuta nientepopodimenochè da un vecchio numero di Raffaella Carrà, “If I had a million dollars” !!! Gosh, non c’è citazione camp che non salti fuori a questo mondo!

Ebbene, dobbiamo ancora ringraziare l’Eurofestival se in questo post celebriamo un altro suo folle parto musicale che si va IMMEDIATAMENTE a candidare a culto abastoriano de-fi-ni-ti-vo: i Dschinghis Khan! I “Gengis Kan” (evidentemente si pronuncia così!), erano un carnascialesco disco ensemble tedesco senza vergogna specializzato in temi storico/geografico-esotici che spaziavano dall’antica Roma, alla cultura gitana, dai Samurai, i pirati e i pistoleri del Messico, ai temi biblici ed, in genere, a tutto quanto concerneva il fascino per gli antichi imperi. Nel 1979, sulla scia del successo di Rasputin dei Boney M, fecero il botto con “Moskau”, pezzo assolutamente entusiasmante e gagliardo che celebrava gli splendori dell’antica Russia. La canzone ebbe un tale successo che fu poi anche opportunamente tradotta in Inglese…
Dschinghis Khan - Moscow
Moscow
Queen of the Russain land
Built like a rock to stand, proud and divine
Moscow
Your golden towers glow
Even through ice and snow, sparkling they shine
And every night night night there is music
Oh every night night night there is love
And every night night night there is laughter
Here's to you brother hey, brother ho
Hey Hey Hey Hey!
Moscow, Moscow
Throw your glasses at the wall
And good fortune to us all
Oh ho ho ho ho HEY!
Moscow Moscow
Join us for a kazedchok
We'll go dancing round the clock
Ah ha ha ha ha HEY!
Moscow Moscow
Drinking vodka all night long
Keeps you happy, makes you strong
Oh ho ho ho ho HEY!
Moscow Moscow
Come and have a drink and then
You will leave again
Ah ha ha ha ha HEY!
Moscow Moscow
Moscow Moscow
Take Natascha in your arms
You'll be dazzled by her charms
Oh ho ho ho ho HEY!
Moscow Moscow
She will make you understand
Russia is a wonderous land
Ah ha ha ha ha!!
Moscow
Queen of the Russain land
Built like a rock to stand, proud and divine
Moscow
Your golden towers glow
Even through ice and snow, sparkling they shine
And every night night night there is music
Oh every night night night there is love
And every night night night there is laughter
Here's to you brother hey, brother ho
Hey Hey Hey Hey!
Moscow, Moscow
Throw your glasses at the wall
And good fortune to us all
Oh ho ho ho ho HEY!
Moscow Moscow
Join us for a kazedchok
We'll go dancing round the clock
Ah ha ha ha ha HEY!
Moscow Moscow
Drinking vodka all night long
Keeps you happy, makes you strong
Oh ho ho ho ho HEY!
Moscow Moscow
Come and have a drink and then
You will leave again
Ah ha ha ha ha HEY!
Moscow Moscow
Moscow Moscow
Take Natascha in your arms
You'll be dazzled by her charms
Oh ho ho ho ho HEY!
Moscow Moscow
She will make you understand
Russia is a wonderous land
Ah ha ha ha ha!!
Eccoli in azione, non sono forse eccezionali?? La canzone, in abbinamento con la visione della clip, se ascoltata in loop per almento tre volte provoca sintomi di ESALTAZIONE SFRENATA! Provare per credere. Mamma che attrezzi, notare il baffone con la casacca verde….particolarmente terrorizzante! A seguire la versione originale in tedesco…
Che dire dell'Eurovision Song Contest? E' sempre stato il tempio assoluto del cheesy listening piu' spinto, molto piu' di qualsiasi altro baraccone festivaliero, Sanremo incluso. Gli anni Settanta, poi, furono davvero clamorosi. Prendiamo il 1976 per esempio. Mentre altrove gli ex vincitori di qualche anno prima, gli ormai lanciatissimi ABBA, furoreggiavano nelle classifiche internazionali con "Fernando" e "Dancing Queen", all'Eurofestival si piazzavano primi dei loro cloni inglesi un po' cafoncelli (gli ennesimi! Formula vincente non si cambia) i Brotherhood of Man. La canzoncina "Save Your Kisses For Me" era un motivetto un po' Motown davvero catchy e irresistibile e l'imbarazzante coreografia "cowboy" contribuiva a renderla ancora piu' acchiappante. Personalmente amo questa canzone, IMPOSSIBILE non canticchiarla (e ballarla) dopo due ascolti di fila!
Ma dove i Brotherhood Of Man toccarono i vertici assoluti dello scoppiazzamento ABBA fu col singolo che venne dopo, "Angelo". Uno spudorato richiamo a Fernando: dal folklore messicano ("Long ago, high on a mountain in Mexico...lived a young sheperd boy, Angelo.."), alle chitarre in posa "mariachi" dei boys, i passaggi lirici lenti e poi il chorus che decolla (con tanto di altra spudorata sottocitazione piano da Dancing Queen!!!)...tutto! Davvero inaudito.
Ma vogliamo ancora ricordare quell'edizione del 1976 con un altro gruppo favoloso, i finlandesi Fredi & Friends. Un simpatico omone corpulento (Fredi) sovrastante due squinzie in rosa, un pianoman e due singers molto werdi sullo sfondo che inneggiavano al "Pump Pump"!! Ah! Una festa per gli occhi.


"Let your hips go hippetty pump pump! "
Una delle più clamorose scoperte abastoriane avvenute grazie a "Cocktail d'amore", il programma condotto da Amanda Lear nel 2002, fu questa straordinaria L'operaio della SIP cantata da Ellen Kessler, una canzoncina allegra e birichina, carica di sottili doppisensi che hanno lasciato interdetto anche il più smaliziato degli abastoriani.
Me l'ha messo dappertutto l'operario della SIP!
YouTube - Ellen Kessler - L'operario della SIP
Me l'ha messo dappertutto l'operario della SIP!
YouTube - Ellen Kessler - L'operario della SIP
L'ho scoperto su Google Video, ma siccome questo servizio non permette di "embeddare" i video con la facilità con cui lo permette YouTube, mi sono andato a cercare i suoi video su quest'ultimo.
Quest'uomo è ASSOLUTAMENTE DIVINO!!! In tutti i sensi!!! Robert Tilton, il telepredicatore scoreggione!!!
Ma la cosa più entusiasmante è come le scorregge che fa in diretta con la massima disinvoltura, sottolineino quello che dice con la massima serietà: "Sento la presenza di Dio... PRRRRRRRRRRRROT!!!"!
E quando l'ha mollata: "Thank you Jesus"!
HAHAHAHAHA!!!
LO AMO INCONDIZIONATAMENTE!!!
Con una ricerca più approfondita, scopro però trattarsi di una satira, montata ad arte inserendo effetti sonori artefatti in determinati momenti di particolare intensità espressiva di Tilton. Caspita, c'ero cascato: sembrava vero!
N.B.
Fate una ricerca su YouTube per "farting preacher", di video suoi ce ne sono un'infinità.
Quest'uomo è ASSOLUTAMENTE DIVINO!!! In tutti i sensi!!! Robert Tilton, il telepredicatore scoreggione!!!
Ma la cosa più entusiasmante è come le scorregge che fa in diretta con la massima disinvoltura, sottolineino quello che dice con la massima serietà: "Sento la presenza di Dio... PRRRRRRRRRRRROT!!!"!
E quando l'ha mollata: "Thank you Jesus"!
HAHAHAHAHA!!!
LO AMO INCONDIZIONATAMENTE!!!
Con una ricerca più approfondita, scopro però trattarsi di una satira, montata ad arte inserendo effetti sonori artefatti in determinati momenti di particolare intensità espressiva di Tilton. Caspita, c'ero cascato: sembrava vero!
N.B.
Fate una ricerca su YouTube per "farting preacher", di video suoi ce ne sono un'infinità.
Era da un po' che non "toccavamo" Amanda Lear. Per riportare all'attenzione degli abastoriani la scintillante seducente e intramontabile eleganza della Nostra vi propongo la squisita Ho fatto l'amore con me, scritta nientemeno che da Malgioglio.
Deliziatevi con questi sottili allusioni all'autoerotismo...
YouTube - Amanda Lear - Ho fatto l'amore con me
Deliziatevi con questi sottili allusioni all'autoerotismo...
YouTube - Amanda Lear - Ho fatto l'amore con me
Allertato da Enrico mi sono tuffato a vedere questo magnifico video degli inglesi Times.
Si tratta di una rivisitazione della celebre e stracult (soprattutto gra gli abastoriani dotati di sopraffino buon gusto) serie di fantascienza anglosassone degli anni sessanta Il Prigioniero con protagonista Patrick McGoohan, anche ideatore della stessa.
Un omaggio assemblato con gusto e umorismo del tutto britannico.
YouTube - The Times - I Helped Patrick McGoohan Escape
Si tratta di una rivisitazione della celebre e stracult (soprattutto gra gli abastoriani dotati di sopraffino buon gusto) serie di fantascienza anglosassone degli anni sessanta Il Prigioniero con protagonista Patrick McGoohan, anche ideatore della stessa.
Un omaggio assemblato con gusto e umorismo del tutto britannico.
YouTube - The Times - I Helped Patrick McGoohan Escape





