
L'approccio al gotico più serio e privo di humor è infatti una cosa che trovo ridicola e che alla fin fine mi stufa (il dark... che noia!), tuttavia il gotico è un elemento che ha una grossa parte nella mia vita (che belli i Frankenstein e i Dracula Universal o Hammer!), possibilmente condito da una buona dose di umorismo e di autoironia. Perciò, cosa di meglio di un gioco come gli Occhiolotti Horror?
Una serie di 8 "antistress" gommosi con gli occhi "pop up": schiacciando gli occhioni a palla fuoriescono dalle orbite! Bellissimi! In realtà si tratta di 4 personaggii in due varianti di colore: Il Conte Viola/Il Conte Fucsia, Il Mostro Verde/Il Mostro Azzurro, La Mummia Gialla/La Mummia Grigia, Il Teschio Bianco/Il Teschio Giallo.
Difficile è trovarli, perciò buona ricerca, tanto a diventare grandi c'è sempre tempo...
(Nella foto gli Occhiolotti Horror sul mio personale altarino horror, ai piedi di Living Dead Dolls e Mad Munsters - prego notare l'accostamento tra Dracula e Il Conte Rosa, Frankenstein e Il Mostro Azzurro, La Mummia e La Mummia Grigia! Mi spiace che l'Uomo Lupo e Il Teschio Giallo stonino...)
Occhiolotti Horror

Sono sempre quelli della ClassicTVToys.com ad averli partoriti (ma gli è già scaduta la licenza, mi sa, perché nel loro sito non sono più disponibili) e dice pure che sono delle riproduzioni... ma la Mego non ha MAI fatto le action figure dei Munsters!
Belli e davvero ben curati nei dettagli: Grandpa ha una collana vera, Herman le unghie pitturate di nero... per dire...
Certo che se la ClassicTVToys.com si decidesse a fare anche le action figure degli Addams...

Con tutto quello che succede in giro, con tutto quello che si legge sui giornali, con la loro cronaca piena di parole nuove, di violenSa e di sensaSionale, non c'è da stupirsi se poi uno decide di armarsi!
Essì! Basta con le parole! È ora di difendersi dal mondo grigio e noioso che ci circonda!
Grazie al bellissimo regalo di Malo, anch'io adesso sono armato e posso difendermi da un mondo adulto, pieno di serietà, professionalità, noia e luoghi comuni, con la mia bellissima, nuova e scintillante Pistola Bolle!
1. Togliete la pistola dalla confezione (lo so che è dura, vi capisco, anch'io faccio una enorme fatica a distruggere i blister dei giocattoli, ma bisogna farlo: su, coraggio, fate un gran respiro e... SSSTRAP!).
2. Versate la temibile miscela di acqua e sapone nel tappo della boccetta.
3. Intingete a fondo la punta della vostra pistola nella pozzanghera umidiccia e vischiosa.
4. Azionate il grilletto a più non posso e sparate tante bolle in direzione della noia e della banalità che vi circondano.
La vostra giornata sarà migliore, la mia già lo è.

I mostri sono arrivati! Aiuto!!! Che paura!!!
Sì, i mostri sono arrivati, ma non sono quelli originali, no non quelli Universal, non sono nemmeno quelli originali Mego anni '70... sono delle riproduzioni odierne, abbastanza fedeli ai Mego (ad essere pignoli la qualità della plastica è inferiore e il design del corpo è abbastanza diverso dagli originali), ma prodotti dalla ClassicTVToys.com, che ha rifatto giusto un paio di serie Mego tra le più bizzarre e ricercate.
I miei preferiti sono senz'altro Frankenstein e la Mummia, mentre l'Uomo Lupo non mi fa impazzire in quel suo vestitino a gambe nude e Dracula indossa una tutina con lo smoking stampato...
Oh, sempre la ClassicTVToys.com ha realizzato le action figure anche dei Munsters! E chi ce la fa a resistere?!
ClassicTVToys.com
Mad Monsters: Legendary Figures Gallery: Mego Museum
Ma un altro eroe, soprattutto negli USA, poteva rivaleggiare con Big Jim: Action Jackson della Mego, la celebre casa di giocattoli dei supereroi! Anche se di stazza lievemente inferiore, ma altrettanto ben fornito di attributi virili: jeep, camper, gatto delle nevi, divise di tutte le fogge e di tutti i colori.
Una sfida dura e non priva di colpi bassi... alla fine vinse il Big Jim che sopravvisse ad Action Jackson per circa una decade, tuttavia anche il maschio eroe della Mego merita un posto nel nostro cuore di abastoriani.

Non è ancora chiaro chi fossero e che cosa volessero, ma dopo aver chiesto insistentemente "Is there any Klingon here?", se ne sono andati come son tornati!
Sbigottiti per l'episodio, increduli ai nostri occhi, ci interroghiamo perplessi: "C'è dunque vita nell'universo?".
Da allora, la più celebre e grandiosa casa di action figure del pianeta Terra, nel tentativo di rifarsi dello smacco subito, si butta ad acquistare i diritti di tutti i successivi film di fantascienza (produrrà i "piagolotti" di Star Trek - The Motion Picture, Il buco nero, Buck Rogers nel 25° secolo, Flash Gordon, ecc.), colleziona una serie di fiaschi commerciali che la porteranno a chiudere i battenti nel 1981.
Ahi noi, così tristemente scompare la meraviglia che allietò le nostre infanzie con le sue action figure di rara e squisita fattura, imitate da miriadi di altre case produttrici per il successivo quarto di secolo che porta la storia delle action figure fino a noi.
Ma la Mego ha saputo vender cara la pelle! Tra il 1976 e il 1981 una sussidiaria della casa madre, la Lion Rock, mette sul mercato una serie di figure ispirate alla Seconda Guerra Mondiale, che rappresentano personaggi dei vari corpi militari che si fronteggiarono durante il conflitto. Truppe scelte di Marines americani, Waffen SS e Afrika Korps tedeschi, Partigiani francesi (ehi, questi li voglio!), piloti Kamikaze giapponesi (e anche questi!), fanti dell'Armata Rossa, e via elencando, scesero in campo per difendere la Mego Toys dalle agguerrite avversarie!
Un reduce di questa gloriosa battaglia, uno sconfitto Para della Wermacht, è atterrato oggi nel Sancta Sanctorum di Abastor, puntando il pugnale alla gola di Big Jim Mattel. La battaglia sarà dura: di Big Jim Mattel nella mia stanza ce n'è un gruppo di almeno una decina, ma il fido elmetto d'acciaio alemanno ha subito trovato dei degni alleati: Batman, il Doctor Who e Mr. Spock, sapranno dare del filo da torcere al muscoloso eroe della casa di giocattoli rivali!
Apparentemente innocua sembrerebbe essere quella che possiamo definire una triste imitazione dei Playmobil, ovvero i Play-Big. Usciti durante gli anni settanta e rapidamente spariti dal mercato come spesso accade a tutte le imitazioni (quanti altri giochi di costruzioni, imitazione della Lego, sono sorti e scomparsi durante gli anni?), eppure, incredibile ma vero, ci giunge notizia di persone che li hanno posseduti.Rispetto agli originali, i Play-Big sembrano volersi far passare per la versione "adulta" dei Playmobil: di taglia più grande, ma anche decisamente più brutti, erano prodotti dalla Sticktoy (“per giocare seriamente”). Rispetto ai fratelli più famosi, erano anche incredibilmente più snodati: gambe e piedi si muovevano indipendentemente donando al pupazzetto un'agilità che i Playmobil tuttora devono ancora raggiungere, con il deficit però, di avere un design infelicemente meno simmetrico. Il pezzo componente il torace, per esempio, all'altezza del sedere si curva, rientrando verso il corpo; i pantaloni, tendono ad assumere una lieve scampanatura, che, per quanto di moda all'epoca (siamo a metà anni settanta), conferisce al giocattolo un aspetto un po’ ridicolo. Rispetto al suo rivale, il Play-Big ha poi mani e braccia saldate in un unico pezzo, così da non essere affatto snodabili e quindi, il povero pupazzo, non può facilmente godere di alcun divertimento solitario, nonostante la pubblicità inviti ad andare "al galoppo con la fantasia"...
Così, copia che ti copia, i Play-Big rappresentano una via di compromesso rispetto ai Playmobil, originali ed innovativi "soldatini", tutti anonimi e facilmente intercambiabili nei loro ruoli, sociali come sessuali, senza una precisa identità, una sorta di ideali cittadini all’interno di un regime totalitario di giocattoli dove comanda la nevrotica grande sorella Barbie. Costoro, senza un volto, senza idee proprie, diventano soggetti facili da far sparire o da piazzare nei luoghi strategici come pedine di un grande gioco degli scacchi, anzi di una dama, poiché appunto, tutti pezzi indistinguibili l'uno dall'altro. Sì perché i Play-Big, invece, avevano una loro propria identità, che li portava a essere individui a metà strada tra gli anonimi Playmobil ed action figures come i Big Jim, questi ultimi con una loro precisa ed intaccabile identità personale (fatta eccezione per il Big Jim 004, in grado di stupirci con improvvisi voltafaccia!).
I Play-Big ci vengono così presentati in confezioni da un pezzo che contengono il personaggio che vogliamo (nell'immagine "lo sceriffo Big Bill" e "lo stregone indiano Spirito Illuminato"), anche se, e questo bisogna dirlo, hanno a loro vantaggio la possibilità di cancellare facilmente l'identità posticcia datagli dalla Sticktoy, potendo far perdere le loro tracce, mascherandosi da operaio dell'Enel come da ricco magnate dell'industria del tabacco. In grado, quindi, da esseri pensanti e indipendenti, come dimostra il fatto di avere una loro identità precisa (premessa indispensabile per non essere un uomo qualunque facilmente manovrabile dal potere), di trasformarsi, di mascherarsi per destabilizzare il sistema. Soggetti anarchici e destabilizzanti, quindi, e non stupisce il fatto che il gioco sia sparito improvvisamente dal mercato, cosa che assume ai nostri occhi una sua sinistra logica: il Play-Big non veste Benetton e non mangia da MacDonald, e probabilmente non vota neppure…
Certo, lo slogan pubblicitario promette: "In movimento dalla testa ai piedi i Play-Big fanno tutto ciò che vuoi", così, parafrasando Gaber, tutti giocano con Play-Big e tutti giocano come vuole Play-Big.
Il signorino qui a fianco viene ricordato nelle cronache mondane come "Paddington, l'orsetto peruviano" e appartiene a quella schiera di ricordi d'infanzia sfocati, che si confondono nella mia memoria. Non ricordo assolutamente più la serie televisiva (un cartoon), né il ruolo e la personalità del protagonista, un piccolo orsetto esistenzialista proveniente dal Perù - creato negli anni '50, a Londra da Micheal Bond, dandogli il nome della stazione metropolitana vicino alla quale viveva con la moglie - con tanto bisogno d'affetto, che vagabondava per il mondo trascinandosi appresso una valigia di cartone (valigia nella quale era racchiusa originalmente anche questa action figures, alta approsimativamente sui 5cm), ma al personaggio di Paddington sono in qualche modo affezionato.
Questo pupazzetto me lo trascino appresso da una trentina d'anni (ne posseggo un'altra versione, con valigia-contenitore intatta, reperito in uno dei tanti mercatini dell'usato, ma non riveste lo stesso ruolo affettivo che ha il primo Paddington entrato in mio possesso), ed è passato indenne (un'eccezione, accanto, forse, a pochissime altre, costituite principalmente da dischi) a evoluzioni di stile, d'età e ripulisti che periodicamente si abbattono sulle mie proprietà, dato il mio carattere mutevole e talvolta preda di improvvisi e burrascosi rinnovamenti.
Anche perché porta appeso al collo un cartellino con su scritto "Abbiate cura di questo orso, grazie": quando se ne viene in possesso come si può sbarazzarsene? Sarebbe crudele!
Alcuni siti interessanti che ho trovato in rete sull'Orsetto Paddington, a quanto pare nel Regno Unito tuttora popolare, quasi tutti in inglese:
Paddington Bear The Official Website
Michael Bond and R.W. Alley’s Paddington Bear
Toonhound - Paddington
AntonioGenna.net presenta: IL MONDO DEI DOPPIATORI - ZONA ANIMAZIONE: "Paddington, l'orsetto peruviano"
Minka's Beren Passie: Borduurpatronen
Queste bellissime Bamboline Fetish giapponesi, le ho reperite nel sito feti.sh.
Favolose!
Chissà, forse con un bacio si trasformano in delle vere principesse fetish...
;-)
-Burning! on The Web- Doll82








