È del tutto casuale che i Gatti di Vicolo Miracoli compaiano su Abastor Daily in concomitanza alla loro rentré: fonti attendibili mi informano essere Milano tappezzata di manifesti che li ritraggono in occasione della prima data del loro tour di spettacoli (o forse si tratta di un'unica apparizione?) alla festa del Popolo Delle Libertà... Mi sono semplicemente ricordato di possedere un loro disco, I Gatti di Vicolo Miracoli del 1972 e ne volevo condividere la delicatezza con gli abastoriani. A dirla tutta c'è stato un tempo in cui possedevo altri due loro LP: In caduta libera del 1977 e il successivo I Gatti di Vicolo Miracoli (come si fa a produrre due album omonimi? Mah...) del 1979, ma li ho entrambi ceduti da tempo.
Questo disco non è in realtà la prima stampa su etichetta Variety - una sussidiaria sgaggia della Ri-Fi dedicata al cabaret - ma una ristampa in economica per la Ri-Fi - Penny del 1978, pubblicata cioè nel momento in cui i Gatti stavano riscuotendo un certo successo legato alla loro partecipazione alla trasmissione televisiva Non Stop e significativo è il disegno in copetina rappresentante quattro gatti, quando, invece, all'epoca della registrazione del disco erano in cinque: Gazzola, la Mallory, Smaila, Calà e Salerno
Sui Gatti di Vicolo Miracoli infatti c'è da fare una doverosa considerazione: i Gatti di Vicolo Miracoli degli inizi, cioè di questo LP e del successivo, non sono i Gatti di Vicolo Miracoli che abbiamo avuto modo di conoscere tra televisione e cinema. Già all'epoca di Non Stop la formazione era cambiata, entrando Franco Oppini e andandosene Gianandrea Gazzola e la bella Spray Mallory (o Mallaby, a seconda delle fonti). La differenza tra le due formazioni è radicale, non tanto per la presenza di Franco Oppini, che non influenzò particolarmente lo stile del gruppo ed era già era entrato ed uscito dalla formazione in precedenza, né per la presenza della delicata voce femminile della Mallory, che ingentiliva senza dubbio lo stile del gruppo, quanto soprattutto per la separazione dai Gatti di Gianandrea Gazzola. Gazzola, infatti, è l'autore di tutte le canzoni di questo disco, solo in parte assieme a Umberto Smaila.
Si può parlare così di due diversi e ben distinti Gatti di Vicolo Miracoli: quelli di Gazzola e quelli di Smaila (anche se, nella seconda formazione, autori di brani musicali e sketch saranno i quattro assieme), la cui differenza è paragonabile a quella che c'è tra i Damned punk di Captain Sensible e quelli dark di Dave Vanian (tanto amo i primi quanto schifo i secondi). Uno stile cabarettistico, molto più gustoso e raffinato, quello di Gazzola, con punte di velato romanticismo (che possiamo ritrovare in questo album in brani come Michelino o L'ultimo fiore, del quale per altro esiste traccia video su YouTube), sbragato e a tratti anche, bisogna dirlo, un po' scemotto, quello dei Gatti nella formazione a quattro.
Questo album ce ne restituisce la freschezza, l'originalità e la vivacità, con canzoncine da café chantant dal sapore retro, come Donna Teresa o la sbarazzina Sporcami la coscienza Pamela. Una satira amara - quella vera e che sa far riflettere, non quella che viene appellatta oggidì in siffatta maniera, ma che satira non è - la possiamo ritrovare nella canzone 2 milioni di Marchi, mentre una comincità dalla sardonica verve nelle splendide Storia di un lavoratore che rimane vittima delle disgrazie più cattive.. e Il barone Cefalù ("il barone Cefalù, relegato all'isola di Ponza, con un giunco di bambù, titillava le mosche sulla panza").
Chiude Il piccolo naviglio, divertente e ironica, con punte d'irriverente satira, storia dell'unità d'Italia che arriva fino agli anni '60 del novecento (si conclude con il disastro del Vajont del 1963), a cui partecipa tutto il gruppo, alternandosi abilmente nelle varie parti e che i Gatti ripresero sei anni più tardi in televisione (è possibile vederne una versione nella seconda serie di Non Stop, se non erro del 1979). Brillante e spumoso stile cabarettistico che si può gustare anche nello sketch La famiglia dei Gobbon, presente anch'esso su YouTube.
Insomma, un gioiello perduto che vale la pena riscoprire.
I Gatti di Vicolo Miracoli I Gatti di Vicolo Miracoli
LP, Ri-Fi - Penny REL ST 19369, 1978.
Che anche l'Ingegner Giovanni tenga Famiglia (e perciò abbia bisogno di portare a casa il gruzzolo per sfamarla) non ci stupisce, ci stupisce che si mascheri dietro questo balzano travestimento per farlo! Infatti non sappiamo chi si nasconda sotto lo pseudonimo L'Ingegner Giovanni & Famiglia (turnisti ben pagati? O qualche futuro prodigio della musica elettronica? Mah...) per pubblicare, l'anno dopo l'anno del Moog - quindi in clamoroso ritardo sulla moda scoppiata a seguito della ormai quasi banale da ricordare Pop Corn - giusto in tempo una graziosa cover della già graziosa Telstar dei Tornados, scritta dal produttore Joe Meek.
Sul lato B troviamo altra cover, Solaris, più languida e pacata, ma altrettanto gustosa.
Ulteriori info: pensieri_p"33": L'Ingegner Giovanni & Famiglia - Telstar (1973)
In casa Abastor ci stiamo interrogando sull'identità di questo signore: Roberto Viscarelli, un cantautore a noi totalmente sconosciuto. Quel che sappiamo lo desumiamo dalla rete, dalla mancanza di una sua pagina su Wikipedia e dall'utile Almanacco di Sanremo di Eddy Anselmi, grazie al quale scopriamo non esser mai passato per Sanremo. Qualche traccia la si trova su YouTube, un quasi plagio di Disperato erotico stomp di Lucio Dalla: Roberto Viscarelli - Un Cuore In Blu (1978).
Il disco l'abbiamo acquistato a scatola chiusa, come quasi sempre Abastor fa per poter aggiungere chicche sconosciute al suo archivio, basandoci sulla copertina dove ci ricorda un po' Malgioglio, un po' Leopoldo Mastelloni, ma soprattuto Marc Bolan - pur non avendo nulla della queerness di costoro.
L'etichetta discografica, la Delta Italiana, non ci dice nulla, giungendoci del tutto nuova.
Disco comunque interessante, anche per le collaborazioni:
- Il coro è della Schola Cantorum
- La produzione del disco è di Paolo Dossena (paroliere che detiene il primato di avere i diritti della traduzione italiana di una canzone senza testo)
- La musica è della "Banda di Montopoli"
I brani sono comunque orecchiabili e quasi quasi mi piacciono pure. L'uomo nero più di Tata t'amerò.
Eh, "la vendetta dei lati B"...
Rimane una perplessità: a cosa vogliono alludere quelle tre castagne in copertina? Forse intendono comunicarci che anche Roberto Viscarelli come il Michele Cannarita di Homo Eroticus...?
Franca Valeri è uno dei personaggi che Abastor maggiormente ama, perché capace di una rara comicità elegante, intelligente, colta, senza essere mai saccente o snob (anzi, uno dei più celebri personaggi di Franca Valeri prende in giro lo snobismo proprio della borghesia milanese del Secondo Dopoguerra), che ritroviamo spalmata in una moltitudine di prodotti talvolta di una rarità che li porta a essere irraggiungibili (più per la reperibilità, che per il prezzo): film, libri, dischi, programmi televisivi, teatro... quante cose ha fatto la Valeri? In televisione Franca Valeri ha saputo rendere elegante anche la pubblicità (ça va sans dire che già di suo Carosello era molto più elegante della pubblicità odierna) dei prodotti publicizzati ricordiamo: l'Olio Topazio, in cui la Nostra interpretava una sgangherata centralinista che, approfittando del suo lavoro, telefonava ad amiche o parenti (personaggio derivato presumiamo dal film Le signorine dello 04); la rubrica della posta per le ceramiche Pozzi, poi per la biancheria Movil (ruolo di testimonial che sarà successivamente di Gino Bramieri), e ormai negli anni '70 per la Busnelli, dove interpreta sempre quella donna di mondo un po' Donna Letizia, un po' Elena Melik, personaggio anch'esso già messo in scena altrove (soprattutto nel film Piccola posta di Steno); le scenette al telefono, centro di gravità attorno a cui costruisce spesso i monologhi, e caratteristica tra le più imitate ed omaggiate (basti ricordare Ernest Thole, Simona Marchini e Anna Marchesini), per il dado Liebig.
Il carosello del lanificio Somma diretto da Ermanno Olmi, che presentava storie di giovani spose, stando a Il grande libro di Carosello andrebbe datato tra il 1975 e il 1976 e Franca Valeri non ne avrebbe nessuna parte. Questo carosello diventa così l'occasione per dare alle stampe un singolo, oggi una discreta rarità, che ci presenta un monologo senza basi né effetti sonori, dove Franca Valeri interpreta il personaggio della madre esigente ed un po' incontentabile, che si presenta al negozio per comperare una coperta da regalare alla figlia che si sposa. Il disco sarebbe dunque una sua partecipazione esterna alla serie e quindi ancor più interessante, perché questo dialogo non è contenuto in alcun commercial televisivo. Il disco è poi stampato senza molte indicazioni, presentando un solo lato inciso, affascinante e collectible anche grazie alla copertina apribile e la grafica pulita ed essenziale e per la tonalità di verde scelta per i testi.
Franca Valeri - I Dialoghi di Franca Valeri
(Coperte Somma)
Vorrei la più bella coperta matrimoniale che ci sia!
Sa, mi si sposa mia figlia... certo i ragazzi di oggi dicono: "facciamo noi", "non vogliamo niente", "non immischiatevi", "mamma per carità!"... però sa, la coperta è la coperta! Ci vuole, mmh!
Come? Certo che deve durare, che discorsi! Oh, "tutta la vita"... sa, questo non si pretende più... basterebbe qualche anno.
Perché, scusi, lei mi può proporre una coperta che dura tutta una vita? Ah sì? Sarebbe? "Una coperta di somma"?
Già... la mia è di Somma e ce l'ho da 22 anni, effettivamente... Com'è? È perfetta!
No, mi spieghi un po' perché sa, io le cose le voglio sapere, perché potrebbe essere anche un caso la mia...
Cosa avrebbe una coperta di Somma di speciale per garantismi questa durata?
Sì, ho detto "cosa avrebbe"... avrei dovuto dire "cos'ha"?
Dico "cos'ha", se vuole, però mi metta in condizione di affermare questa cosa spiegandomi i suoi pregi di lavorazione...
Ah ecco... come, più di 50 controlli? Durante la lavorazione, subisce più di 50 controlli? Una coperta di Somma...? Ah, ecco...
Del filato, ecco... della tessitura... del più piccolo dettaglio... Ecco, ecco... Certo effettivamente si vede... direi anzi che si sente...
Sto appunto toccandola, è talmente morbida... no senta non me la faccia reggere perché sono stanca e non c'è niente di peggio delle coperte per pesare...
Ah, ma ha ragione! Ma è una piuma! ...anzi effettivamente sto pensando che sono tanti anni che faccio il letto e non ho mai faticato a rivoltare la mia coperta...
Certo mi rendo conto, mi rendo conto che questa è anche più moderna e qundi ancora più leggera...
Già è stata fatta secondo la tecnologia più avanzata del settore, certo certo capisco...
Mmh... sa cos'è però? Che tante volte questi prodotti... molto di fiducia, com'è certamente una coperta di Somma, non hanno una gran varietà, ecco, sono classici e basta, e allora uno magari rinuncia alla qualità per la gioia della varietà... Sa come siamo noi donne, vero, specie le più giovani, ecco... una fantasia, un colore...
Ah, ma che meraviglia di colori! Queste? Sì, queste sì che mi piaciono! Ah mia figlia diventerebbe matta dalla gioia... Sono di somma?! Anche queste?!
Ah, ma in questo caso sì che la qualità va in contro al consumo... Che tinte... guardi, non saprei decidermi, ecco, tra questi fiorati, tra questi belli uniti... ci sono queste fantasie che sono impagabili! Oh, ma quante varianti!
Ha ragione lei sa? Le coperte di somma danno la gioia di fare una scelta, un piacere che, dico la verità, si era quasi perduto.
Basta con questo passatismo démodè! È ora di occuparci di musica giovane! Non ci si scandalizzi, perciò, se Abastor, oddzine démodè per signorinette d’altri tempi, dedica dello spazio alla musica moderna, musica giovane per giovani… sì, proprio loro: questi giovani moderni che rifiutano il mondo ereditato dai genitori, si vestono in modo stravagante, si lasciano crescere i capelli (e, peggio ancora, non usano la birllantina!) e scappano di casa. Eh, sì (sospiro di rassegnazione), non esiste più la religione… davvero: il mondo è strano!
Ma Abastor non deve mostrarsi del tutto prevenuto nei confronti di questo mondo giovanile e della musica rock che questi ragazzi scapigliati dimostrano di amare: bisogna dar loro una chance, provare ad ascoltare la loro musica e cercare di comprendere… lo so: è difficile, ma non dobbiamo far sempre la figura dei matusa ottusi e vetusti!
Ecco perciò che osiamo, sì, osiamo adagiare questo spettinato album, Il mondo è strano di Tony Borlotti e i suoi Flauers, sul giradischi e poggiarne la fragile puntina sui suoi irriverenti microsolchi… ciò che ne scaturisce è, inaspettatamente, della piacevole musica beat, che col suo ritmo forsennato (dove arriveremo di questo passo, ci chiediamo!), ci travolge e ci ridesta.
Tra i tanti brani contenuti ne Il mondo è strano (e altri fiori) (Teen Sound 2006 - la versione in CD contiene alcuni brani supplementari, non presenti sul vinile), il primo a catturare la nostra attenzione è senz’altro L’inno dei Flauers, dal quale si può facilmente comprendere che alla fine quello che questi giovani beat vogliono altro non è se non “amore”. Ci piace molto poi Perché due non fa tre, che, visto il successo ottenuto da Tony Borlotti, viene cantata anche da una meno conosciuta Rita Pavone… L’album, per la verità, è farcito di belle canzoni, ma per ricordarne almeno un’altra che ci ha particolarmente colpiti, la nostra preferenza non può che andare a Bambina sola (canzone cantata anche dai Profeti), storia d’amore tra due cuori solitari.
Questo disco è invero in circolazione già da due anni, infatti Tony Borlotti ha testé dato alle stampe il nuovo rilucente A che serve protestare? (Teen Sound 2008). Il nuovo disco rifulge per nuove squisite canzoni composte con la bravura e con l’eleganza che si confà ad un autore del calibro di Tony, a cominciare dall’inno E voi e voi e voi (anche questa cantata anche dai Profeti), teso a farci riflettere sul tema del consumismo e dei falsi dei, testo che sottoscriviamo appieno e nel quale crediamo più di ogni altra canzone di Tony. Bellissime anche Un tipo beat o la intelligente e sagace Giovane prete: quelle di Tony Borlotti potrebbero anche sembrare canzonette leggere alla moda, ma pongono l’accento su problemi seri e hanno contenuti ben più avveduti di tanta musica colta. Prezioso è, a tal proposito, il dialogo che egli intrattiene col pubblico tra una canzone e l’altra durante i suoi concerti, in cui c’è spazio tanto per lo humor, quanto per l’assennata critica al “sistema”, come lo appellano questi giovani beat.
Critica sottile e adatta al cervello fine, beninteso, mai gratuita né scontata, dove viene impiegata una buona dose di materia grigia, cosa di cui, ahinoi, si fa poco uso oggidì, presso questa generazione che non ha in testa che il geghegè, la moda op e i quiz televisivi. Perciò, in conclusione, non possiamo che invitarvi all’acquisto immediato di tali capolavori discografici rivolgendovi direttamente al gruppo (www.tonyborlottieisuoiflauers.it), sicuri che la musica moderna di questo gruppo beat vi piacerà. Certo, un buon taglio di capelli non guasterebbe…
Sito ufficiale: www.tonyborlottieisuoiflauers.it
MySpace: www.myspace.com/tonyborlottieisuoiflauers

Lei, abito bianco assemblato con la biancheria della dote, scollatura sporgi tetta, guanto in lattice Marigold e capello rosa mondina mondana che ha perso la tramontana.
Lui, smoking da cameriere di Love Boat, giacchetta rosso rischio, farfallino nero perdizione, pelo cotonato arruffato stile schnauzer, baffo e… rimmel, Frankie Goes To Hollywood in ammoniaca style.
Come resistere davanti ad una simile accozzaglia di cattivo gusto?
Scartiamo l’inafferrabile pacchetto dono, ed ecco spuntarne come un clown con la molla, uno dei brani tecno-pop più squallidi, insignificanti e inutili della storia della musica pop. Synth Pad digitali dalle sequenze scordate e screanzate, creano dissonanze dai toni alchemici turpi e dissoluti…
Un 45 giri in grado di scoraggiare qualsiasi revival anni ottanta!
Techno Twins Falling in love again
(PRT 1981) 45 giri
Sono tanti i dischi che ho inscatolati e che potrei tirar fuori dal mio cilindro magico, ma poi alla fine ritorno sempre sugli stessi... eh, sto diventando abitudinario, ma non solo, è anche che ad alcuni di essi sono particolarmente affezionato: Miguel son mi oppure When all else fails di Der Blutharsch, sono dischi che ascolto e riascolto senza stancarmene. Tra questi microsolchi c'è anche Ragazzina di Luca D'Ammonio. A mio avviso un autentico capolavoro, che ho scoperto, per caso, nella compilation de Il Ruggito del Coniglio (oh, ma si trova sta compilation?!) fattami ascoltare dal sommo Papa di Mondo Bizzarro non meno di un paio di lustri fa.Ci sono ancora dischi di quella compilation che non sono mai riuscito a scorgerne il vinile neanche di sfuggita (tra i miei top wanted, il 45 giri di Renata Mauro Parigi o cara, ma di quello, almeno l'ombra su eBay sono riuscito a vederla!), ma di Ragazzina di Luca D'Ammonio riuscii a rinvenirne il microsolco già un bel po' d'annetti fa. Per fortuna.
Vogliamo parlare di questa canzone? Credo di averne scritto abbastanza su Abastor Oddzine, non mi sembra il caso di ritornarci ancora... vi fornisco invece il testo, degno dell'opera d'arte quale questo disco rappresenta. A tratti parlato a tratti cantato (ma solo per il ritornello), la storia è quella del filibustiere che s'è inventato chissà quale storia per portarsi a letto la bella amichetta: una compagna di liceo alle prime esperienze, che ancora non aveva maturato un sistema immunitario per difendersi dai furbacchioni, e ora la scarica in modo subdolo e anche un po' banale.
Il tipico latin lover smanioso di aggiungere alla sua ricca collezione di conquiste anche questa innocente creatura che ora piange lacrimoni amari, di quelli, insomma, che sanno inventarsi le storie più inverosimili rendendole credibili pur di raggiungere i loro scopi: basti ricordare, una per tutte, quella dello sperma che fa bene alla pelle... ah, ragazze, credevate che fosse vero? Hehe...
Luca D'Ammonio Ragazzina
(Daiano - L. Bornice - F. Chiaravalle)
Disco Più DP 21006
1977
[Parlato]
No cucciolo mio, non piangere, non fare così,
guarda come sei buffa, hai tutto il trucco che ti cola giù dagli occhi,
mi sembri un salice piangente!
Dai cucciolo non piangere così, se no mi metto a piangere pure io...
Guarda preferisco che tu mi mandi a quel paese, che tu mi gridi
in faccia cge sono uno scoppiato, un gasato, un montato, uno...
beh, lasciamo perdere, ma non dire che ho giocato con te come tu fossi una bambola.
[Cantato]
Ragazzina, non sei più una bambina
c'è una lacrima che trema sui tuoi occhioni blu
domattina vedrai più serena sarai,
per amore non si muore mai...
[Parlato]
Amore... non piangere più, mi sta venendo un nodo alla gola...
Alza gli occhi, vedrai che domattina ti sveglierai
e ti accorgerai che la vita va avanti come prima...
Accenderai la radio e sentirai la nostra canzone in classifica
e non stare lì mezza nuda davanti alla finestra,
mettiti il tuo maglione... come sei bella... sei uno sballo!
No, dai, non piangere più, angiolino mio... è così difficile dirsi addio...
è così difficile dirti addio
[Cantato]
Ragazzina, non sei più una bambina
c'è una lacrima che trema sui tuoi occhioni blu
domattina vedrai più serena sarai,
per amore non si muore mai...
Ah, se volete ascoltarla, ho visto che l'hanno messa su YouTube: Luca D'Ammonio - Ragazzina (1977)
Di recente sono stato in Germania, nel Land del Nordrhein/Westfalen (ai confini con l'Olanda) per una mini vacanza di quattro giorni assieme ad un manipolo di prodi trevisani. La gitarella fuori porta ha offerto diversi momenti di svago e interesse culturale abastoriano, di degustazione della cucina locale, della buona birra e di abbondanti prime colazioni ricche di affettati, frittatone, salumi, formaggi, burro, marmellate e abbondante caffé...
Un giorno siamo poi espatriati in Olanda e a Nijmegen ho trovato alcuni DVD del Doctor Who (del 4° Dottore, cioè Tom Baker, il più celebre e di cui sono arrivati alcuni episodi in Italia nei primi anni '80), purtroppo sottotitolati solo in olandese, ma vabbeh, almeno l'audio è in inglese. Oh, a proposito, ma lo sapevate voi che il pianeta Gallifrey, il pianeta natale del Dottore, nella più recente serie è stato distrutto dai Daleks e dai Cybermen alleati? Notizia sconvolgente, nevvero?
Sabato 3/11, eravamo in quel di Köln, dove ci siamo sorbiti una penosa esibizione live di Siouxsie, non più con i Banshees, su cui preferisco sopravvolare (ne abbiamo già discusso nella mailing list), vi basti sapere che la performance non solo non mi è piaciuta, ma mi è proprio andata di traverso, per di più il prezzo del biglietto assai esoso per i miei standard, e maggiorato degli oneri, era ingiustificato per il magazzino nel quale siamo stati stipati in mezzo al fumo di sigaretta, al caldo e ai soliti pagliacci gotici in maschera di carnevale (oh, io certe baracconate non le digerisco più).
Ci siamo anche prodotti in alcune "molestie" alle statue locali di Kevalaer e Kleeve, che andranno presto a incrementare i nostri già numerosi contributi al sito Statues Molester. Oltre a tutto ciò, ci siamo naturalmente attaccati alla TV per il poco tempo passato in albergo e abbiamo avuto così modo di scoprire nuove star locali degne d'attenzione. Venerdì sera, per esempio, ci siamo dovuti dividere tra ben 3 trasmissioni di musica Schlager, con un particolare picco di interesse nei confronti di una (per noi) sconosciuta star italiana che di nome fa Rosanna Rocci. In puro stile "deutschliano" (tedesco+italiano), già adoperato da innumerevoli altri cantanti meticci di origini latine, costei cantava una canzone che ci ha subito catturato e che è divenuta il leit motiv della nostra vacanza: È pericoloso, anzi E pericoloso, senza accento.
Da una veloce ricognizione su Internet, vedo che la nostra di cose del genere ne ha fatte a bizzeffe fin dai primi anni '90, producendosi persino nel brano Felicità ("Felicita - Dein vertrauen zu spüren dich zu berühren heißt Felicita/Und wenn auch wir verlieren alles riskieren heißt Felicita..."), il medesimo cantato da Al Bano e Romina e del quale esiste già comunque una versione germanica Schlager degli anni '80. In questa occasione la vediamo in coppia con Michael Morgan, altro divo Schlager dei nostri giorni, ma a me come immagino a voi del tutto sconosciuto... Ha cantato poi Gli occhi miei, celebre hit degli anni '60 cantato da Dino e da Wilma Goich e ripreso da Tom Jones che lo coverizzò con il titolo di Help Yourself.
Di Rosanna Rocci vi potete andare a vedere il suo bel sito personale dove sono reperibili dei preascolti dei suoi successi, altrimenti qualcosa è reperibile anche su YouTube. Purtroppo non c'è il video di E pericoloso, tuttavia voglio farvi vedere e ascoltare quest'altra hit da brivido, Arrivederci Hans, con la quale potrete saltare intonandone il ritornello! Poi è senz'altro esemplificativa della commistione che si sta operando oggigiorno in Germania tra Schlager e Dance: molti sono i brani, vecchi o nuovi, che vengono mixati appositamente per essere ballati in discoteca, vedi lo stesso Heino di cui esistono numerosi remix o personaggi come Anton/Antonia Aus Tyrol che in compagnia di DJ Ötzi ha sfornato una gustosa hit Techno-Tirolese!
Ho trovato anche un video un po' vecchiotto, probabilmente dei primi anni '90, forse una delle hit disco che l'hanno lanciata... La cosa non mi meraviglierebbe: probabilmente dato il successo ottenuto con canzoni che contenessero una frase o una parola in italiano, ha improntato la sua intera carriera su questo stile... sai ai tedeschi piacciono queste cose! Vi lascio infine con un video bucolico girato sulla neve in uno stile ibrido a metà strada tra Heino e gli ABBA... so già che voi tutti vorreste essere con lei su quel gatto delle nevi a godervi la vacanza mitteleuropea con la speranza di farvi riscaldare nelle notti invernali dalla bella Rosanna, ma attenti perché... E pericoloso!
Rosanna Rocci Arrivederci Hans!
Rosanna Rocci Perche no
Rosanna Rocci Du Passt So Gut Zu Mir
Potrete godervi gli altri video di Rosanna Rocci su YouTube, andate tranquilli: con Rosanna Rocci 'ndo coji, caschi semrpe bene!
Il sito ufficiale: Rosanna Rocci
Nei primi anni '80 l'omosessualità stava emergendo dal buio dei vespasiani e dei retrobottega degli antiquari, per assurgere a status ufficiale, quasi un obbligo, da parte degli uomini, l'ambiguità e un tocco di effeminato che facesse pensare "che": tutte le pop star (vabbeh, fatta eccezione per Bruce Springsteen...) hanno messo almeno una volta un po' di fard, di ombretto, di rossetto...Ma non solo, spesso la musica pop arrivava a toccare con i suoi testi questo argomento, scivolando poi nell'inevitabile ridicolo cult della canzone da hit parade all'italiana.
Vorrei, insieme a voi, rileggerne qualcuno... che dire per esempio di Gaio di Rettore e delle sue rime folli generate con la funzione random? "Col pelo d'estate e nudo a gennaio"?! Un testo dadaista in cui non esiste una trama, una storia da raccontare... eppure favoloso e stracult, forse il migliore brano dell'intera carriera della Rettore e... lo conosciamo in pochi, perché non mi risulta pubblicato in un singolo di successo, ma solo nell'album Magnifico Delirio.
Incredibilmente simili, invece, le storie di Melissa e Sonia Argento (chi sono?!), che hanno a che fare con due gay, belli e provocanti, di cui vedono tutti i vantaggi, ma... che a letto pare non diano il massimo (Melissa al suo tipo "un po' gay" gli dà solamente un sei...).
Squisitamente raffinate le allusioni di Sonia Argento: "Per averti che farei, anche ciò che non vorrei", non siamo nel campo delle palesi allusioni di Malgioglio, ma lo sport (ehm...) è sempre quello...
Donatella Rettore Gaio
Scotta la pista di plastica rossa
Gaio saltella e si prende la scossa
con me lui vive un rapporto geniale
se è gaia, che è gaia, è una mossa capitale!
Gaio! Gaio! Gaio! Gaio!
Bella è la vita con tende e pallini
Gaio si spella e regala spumi
con me lui beve acqua e mangia caviale
se è gaia, che è gaia, è una mossa capitale!
Gaio! Gaio! Gaio! Gaio!
Gaio, che beve le sue ore col cucchiaio!
Gaio, che perde il suo calore sotto il saio!
Gaio, che ama anche se il sesso è un posteggiaio!
Gaio, lo spillo che ha bucato l'arcolaio!
Gaio, che è Gaio, col pelo d'estate e nudo a gennaio!
Fuma la donna di plastica bionda
si perde un giro e salta la sponda
ma lo stesso amo il suo corpo infernale
se è gaio, che è gaio, è una donna artificiale!
Gaio! Gaio! Gaio! Gaio!
Gaio, che beve le sue ore col cucchiaio!
Gaio, che perde il suo calore sotto il saio!
Gaio, che ama anche se il sesso è un posteggiaio!
Gaio, lo spillo che ha bucato l'arcolaio!
Gaio, che è Gaio, col pelo d'estate e nudo a gennaio!
Melissa Un po' gay
(coro)
Gay! Gay! Gay! Gay!
Gay! Gay! Gay! Gay!
(Melissa)
Forse l'uomo per me
è il contrario di te
hai la faccia più ambigua che c'è
e una sensualità... da manuale
E l'immagino già
nel mio letto-bazar
mentre prova l'effetto del fard
con due stelline blu.
E poi sparlare come amiche al sole
sdrai e monokini e un calcio ai tuoi problemi
chissà se un uomo un po' gay
nella mia vita vorrei
ecco un'esperienza che non guasta mai.
(coro)
Gay! Gay! Gay! Gay!
Gay! Gay! Gay! Gay!
(Melissa)
Agirò con maestria
sarò comlice spia
è un capriccio che mi toglierò
che tu lo creda o no.
E far l'amore senza esagerare
senza cattiveria, è più una cosa seria
certo che a un uomo un po' gay
non posso dare che un sei
ecco un'esperienza che non rifarei
Sonia Argento Supergay
Già ti filo un po', lo sai che mi va
Che strafico che sei, chissà se ci stai
Supergay ma chi sei?
Io vorrei agganciarti, ma parli con lui
poi tieni insieme l'amico, se proprio lo vuoi
Supergay che farei...
Per amarti che farei
Per averti che farei
Per amarti un'ora che farei
Per averti che farei
anche il sesso cambierei
Per amarti un'ora sola Supergay
Come inventare una scusa per parlarti un po'
fisso i tuoi da gatto selvaggio e lo so
Supergay che vorrei...
oggi son tutta stravolta e rido anche un po'
sbaglio soltanto a pensarci non dirò di no
Supergay ti vorrei...
Per amarti che farei
Per averti che farei
Per amarti un'ora sola che farei
Per averti che farei
anche ciò che non vorrei
Per amarti un'ora sola Supergay
Ora ho capito mi guardi e poi ridi con lui
e ti avvicini e mi dici che cavolo vuoi
Supergay ma chi sei?
Che credevi Supergay?
Che pensavi Supergay?
Che volevo veramente Supergay?
Pensa quello che sarei!
Non sei quello che vorrei!
Vai a giocare col tuo bello Supergay!
Che pensavi Supergay?
Che credevi Supergay?
Che volevo veramente Supergay?

(Gino Negri)
Combo Record 203
Tu sei da bere, come la birra fresca,
da divorare, come la minestra
mordo clavicole, mastico il tuo cuore
sono cannibale, cannibale d'amore!
Mi sembra d'essere mille volte vivo
ti stacco un pollice come aperitivo
sento con estasi il tuo sapore
sono cannibale, cannibale d'amore!
E poi mi piace dare la scossa
alla tua pelle, alle tue ossa
mi piace stringere il tuo bel muso
mi piace scuoterlo prima dell'uso!
Tu sei da bere, come la birra fresca,
da divorare, come la minestra
penso con estasi al tuo sapore,
sono cannibale, cannibale d'amore!
(assolo di sax)
E poi mi piace dare la scossa
alla tua pelle, alle tue ossa
mi piace stringere il tuo bel muso
mi piace scuoterlo prima dell'uso!
Tu sei da bere, come la birra fresca,
da divorare, come la minestra
penso con estasi al tuo sapore,
sono cannibale, cannibale d'amore!
sono cannibale, cannibale d'amore!
sono cannibale, cannibale d'amore!





